LIBERARSI E GUARIRE PER MEZZO DEL DIGIUNO (1° parte)





Siete pronti?
Cominciamo da una domanda per vedere se siete equilibrati: supponete di andare lungo un fiume in un giorno di Dicembre. Fa un freddo cane... Ad un tratto, sentite delle urla: è un bambino che sta annegando! Ha due o tre anni e, se non lo soccorrete voi, se voi non vi tuffate, morirà! Che fate? Vi tuffate, anche se l'acqua è gelida?? CERTO CHE SI', perché volete salvare quella vita! Non potete certo lasciare morire un bambino, quando potete salvarlo... ed è così semplice tuffarsi!
Vedete, il DIGIUNO è la stessa cosa. Il digiuno vi da la possibilità di SALVARE DELLE VITE: di impedire a dei giovani di morire, a dei bambini di perire, a delle intere famiglie di sfasciarsi....
Ma da quasi mezzo secolo in Occidente (non è così in Oriente) abbiamo ABBANDONATO il digiuno e la morte ha potuto fare delle distruzioni terribili. Avete notato la coincidenza tra l'abbandono del digiuno e l'infestazione da parte di satana e dei suoi demoni che hanno potuto penetrare più facilmente? Questo è potuto accadere perché le porte non erano più chiuse!
La Madonna a Medjugorje lancia un RICHIAMO, un grido di aiuto: non per Lei stessa ma per noi! Dice: "Avete abbandonato il digiuno". Allora bisogna riprendere a fare digiuno!

A Medjugorje la Madonna da cinque punti fondamentali da mettere in pratica per diventare santi, cioé avere in noi la pienezza dell'amore, ma anche per vincere satana: sono fondamentali per il nostro cammino verso Dio. il secondo di questi punti è quello che le persone, di solito, non vogliono vedere. Posso andare in qualsiasi parte del mondo e incontrare persone molto ferventi su Medjugorje, constato che vivono molto bene gli altri quattro punti (la Messa, la lettura della Bibbia, la Confessione, il Rosario), ma, se parlo loro del digiuno... abbassano la testa e non rispondono perché lo hanno abbandonato!
Noi non abbiamo capito cos'è il digiuno. A Medjugorje la Madonna ne parla in un modo molto bello e ce ne svela il senso e la bellezza, come arma potente nelle nostre mani: potenza di Dio che, attraverso di noi, compie cose straordinarie!
La Madonna chiede di digiunare due giorni alla settimana a pane e acqua: il Mercoledì e il Venerdì. Perché proprio questi due giorni? La Madonna stessa, con San Giuseppe, Gesù e tutti i pii Ebrei dell'epoca, digiunava due giorni alla settimana. Un antichissimo documento della Chiesa, la Didaké, datato intorno al 90 d.C, racconta la vita dei Cristiani del primo secolo. Lì leggiamo che gli "ipocriti" (così erano chiamati i Farisei) digiunano il Martedì e il Giovedì, mentre noi digiuniamo il Mercoledì e il Venerdì. Non è meraviglioso pensare che la Madonna rinverdisca questa tradizione della Chiesa primitiva, che anche Lei ha vissuto? Il digiuno è parte integrante della religione ebraica, di quella cristiana e anche di altre religioni.

Anche la medicina e alcune terapie stanno rivalutando l'importanza del digiuno. Ogni medico sa che il digiuno fa bene alla salute.
La Madonna non ha spiegato perché ci chiede di digiunare proprio il Mercoledì e il Venerdì, ma ho avuto modo di scoprirlo grazie ai membri dei gruppi di preghiera che Maria ha fondato a Medjugorje: attraverso i veggenti, Ella ha formato questi giovani per mplti anni. E' bellissimo scoprire che tutto quello che fa Maria non ha che un solo scopo: MANIFESTARE GESU'! Lei viene per farci amare Gesù e per avvicinarci al Cuore di Gesù.

In che cosa il digiuno ci avvicina a Gesù? Maria ha chiesto che il Giovedì di tutte le settimane dell'anno sia una commemorazione del DONO DELL'EUCARISTIA e del SACERDOZIO: ci ricordiamo con gioia, con fede e azione di grazie che Gesù ci ha dato il Suo Corpo e il Suo Sangue come Cibo e Bevanda. La Madonna è talmente innamorata dell'Eucaristia, del Pane di Vita, che ci chiede di utilizzare tutto il Mercoledì per prepararci a questa commemorazione! (Questo non vuol dire che Maria vuole che andiamo a Messa solo il Giovedì!). Maria vuole liberarci fin dal Mercoledì dalle distrazioni degli altri cibi per poter entrare nel gusto del pane, nel gusto di questo elemento che diventerà il Corpo di Gesù, poiché Egli ha scelto il pane per trasformarlo nel Suo Corpo.
Quindi il Mercoledì non penseremo più: "Che gioia: domani si mangia!", ma digiuneremo con gioia e col cuore per entrare in questa realtà del pane. Ci prepareremo come gli Ebrei nel deserto, durante l'Esodo: Dio ha dato loro il pane del cielo, la manna. Il popolo che avrebbe vissuto per primo l'Eucaristia, si stava misteriosamente preparando. Allo stesso modo, la Madonna ci prepara oggi.
Il Giovedì viviamo, dunque, questa commemorazione festiva dell'istituzione del Pane di Vita. E il Venerdì?

La Madonna non vuole che ricominciamo subito a mangiare i nostri "piattini" ben cucinati. Lei desidera che il Venerdì noi restiamo con il gusto del pane, per restare il più a lungo possibile in contatto con questo Mistero. E' la stessa cosa che fanno gli Ebrei riguardo allo Shabat: per loro è la festa più santa e, quando il Sabato sera tramonta il sole, conclusione del Sabato, vediamo che gli Ebrei continuano i Salmi e gli Inni, come se volessero prolungare lo Shabat. non vogliono perderlo! Sapete, lo Shabat è la fidanzata. Allo stesso modo, digiunando il Venerdì, è come se trattenessimo il più a lungo possibile il gusto del pane che ci parla del pane di Vita. Mi piace immaginare che, quando la Madonna è rimasta sulla terra insieme agli Apostoli dopo l'Ascensione ed entrava nelle cucine del suo tempo. Sicuramente non poteva più guardare il pane come lo guardava prima dell'ultima Cena. Quando vedeva del pane, di sicuro il suo Cuore di Madre vibrava e si diceva: "Mio Figlio è presente con noi in un po' di pane!". Senza volersi mettere al posto o nella mente della Madonna, certamente si può dire che non considerava il pane uguale alle patate o alle carote. Se consideriamo il percorso che segue il chicco di grano per diventare pane, abbiamo davanti agli occhi tutta la storia di Cristo, la storia del Redentore. Quando Gesù parla del chicco di grano nel Vangelo, parla del seminatore e del chicco di grano che deve morire e, proprio a causa di questa morte, rinascerà e produrrà frutti abbondanti. Lì è significata la morte e la Risurrezione di Cristo e i frutti della Redenzione: perché il chicco di grano diventi pane dev'essere macinato perché divenga farina che è la sostanza che costituisce il pane. Gesù è stato schiacciato nel Suo Corpo, nel Suo Cuore, nella Sua anima e in tutta la Sua Persona. Nel chicco di grano abbiamo tutta la storia dell'Amore di Gesù per noi: Lui si è lasciato schiacciare perché noi potessimo essere nutriti da Lui!
Quando Gesù parlava del Pane di Vita ha detto: "Chi mangia questo Pane avrà la vita eterna", ma quale Pane? "Quello che vi darà il Figlio dell'uomo. Non quello che hanno mangiato i vostri padri e morirono".
Per questo bisogna affrontare il Mercoledì e il Venerdì con l'amore per il Pane che ci racconta la nostra Redenzione: la Madonna ci vuole immergere nella meditazione della Redenzione non solo spiritualmente, ma anche materialmente. Lei è una donna ebrea molto concreta: con il digiuno ci immerge nel pane, quasi per obbligarci a stare con Gesù. Attraverso il digiuno essa ci fa concentrare sulla Presenza e sull'Amore di Gesù e ci fa stupire con Lei del fatto che Gesù, nella Sua grande umiltà, sia diventato Pane: ecco il vero significato del digiuno!
La Madonna qui a Medjugorje ci ha permesso di vivere alcuni esempi, quasi per illustrare i messaggi che ci da e i benefici del digiuno a pane ed acqua. La tradizione giudaica, come quella Cristiana, ci insegna che il digiuno è molto potente contro satana e questo è un punto fondamentale, perché spesso dobbiamo combattere con le forze del male. La Madonna a Medjugorje dice: "Satana è forte oggi come mai prima d'ora". Non ci mancano esempi di questo (la distruzione delle famiglie, dei giovani...), purtroppo, la cultura della morte si è impiantata in Occidente.

Alcuni pellegrini arrivano a Medjugorje distrutti perché i loro figli si drogano, o si prostituiscono, o imboccano strade di morte e molti vengono a chiedermi di dire ai veggenti di pregare per queste situazioni. Dopo aver loro promesso di dirlo ai veggenti, chiedo loro: "Avete digiunato per vostro figlio?". Essi rispondono: "Ehm... Sa suora, prego molto, faccio novene, prego il Rosario...". Allora li incalzo: "Non avete risposto alla mia domanda... fate anche digiuno?". "Ma... vede suora, prego, prego molto...". Allora ricordo loro che Maria ha parlato delle guerre che sono presenti nelle famiglie e nel cuore dei loro figli. Lei ha detto: "Cari figli, soltanto col digiuno e la preghiera potete fermare le guerre". All'inizio la Madonna non si riferiva alle guerre militari, ma precisamente alle guerre presenti nelle famiglie, anzi Lei dice che le guerre cominciano proprio nel nostro cuore (se provo odio verso un fratello o sorella, se ho chiuso la porta con questa o quella persona, se l'ho giudicata o condannata....). Ecco le guerre che la Vergine vuole togliere dai nostri cuori e gli unici mezzi per farlo sono il digiuno e la preghiera! Anche Gesù nel Vangelo dice: "Quei demoni si cacciano solo con la preghiera e il digiuno".
Con il digiuno non si salva soltanto un bambino, come quando ci si tuffa in un fiume ghiacciato per tirarlo fuori! Digiunando a pane e acqua non si rischia di prendere una polmonite! Attraverso il digiuno si salvano molte vite e non ci si ammala, anzi il digiuno aiuta a mantenere la salute. Sapete, sono stati fatti degli studi da cui risulta che in Occidente mangiamo un terzo di più rispetto al necessario e molte malattie e perfino morti premature sono dovute a questo eccesso di cibo… il digiuno ci farà bene!Voi genitori, che supplicate per la guarigione di vostro figlio e voi figli, che supplicate per la riconciliazione dei vostri genitori, sappiate che avete in mano l’arma: NON PREGATE SENZA DIGIUNARE E NON DIGIUNATE SENZA PREGARE: tutti i Santi hanno digiunato.

di Suor Emmanuel

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Riflessione sul messaggio di Medjugorie del 02.03.2011

                                                MESSAGGIO DEL 02.03.2011

"Cari figli, il mio Cuore materno soffre grandemente mentre guardo i miei figli che ostinatamente mettono ciò che è umano davanti a ciò che è Divino, i miei figli che, nonostante tutto ciò che li circonda e nonostante tutti i segni che vengono loro inviati, pensano di poter camminare senza mio Figlio. Non possono! Camminano verso la perdizione eterna. Perciò raduno voi che siete disposti ad aprirmi il vostro cuore, che siete disposti ad essere apostoli del mio amore, perché mi aiutiate, perché vivendo l’amore di Dio siate un esempio per coloro che non lo conoscono. Che il digiuno e la preghiera vi diano forza in questo ed io vi benedico con la benedizione materna nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Vi ringrazio. "
 Riflessione
All’approssimarsi della quaresima la nostra Madre del cielo, dal cielo scende ancora, per parlare ai suoi tanto amati figli. Per una madre non ci sono figli buoni o figli cattivi ci sono solo figli da amare e perdonare figli da crescere e guidare, nella gioia e nel dolore. E quanto amore e quanto dolore esprimono queste sante parole, nel vedere che ancora una volta si è sbagliato strada ancora una volta l’umanità è sull’orlo del baratro che ha creato con le sue stesse mani dirigendo i propri passi verso il vuoto assoluto di un mondo senza Dio che rinnega evidentemente e ostinatamente se stesso, ossia la sua natura divina. Quanta tristezza su quel volto di Mamma nel pensare che inevitabilmente tante sue creature saranno perse in un destino eterno che avranno deliberatamente scelto con il rifiuto di un Dio che voleva ancora una volta soltanto "Amare". ;Ma ancora nel mondo c’è un cuore che batte e che lo fa vivere e questo è il cuore degli apostoli della  Regina della pace gli apostoli dell’amore,  e siamo tutti noi i suoi piccoli figli che abbiamo accolto l’amore di Dio nelle nostre vite che siamo capaci ancora di amore in un mondo che odia che siamo capaci ancora di perdono in  un mondo che accusa proprio noi siamo il popolo scelto da Dio per combattere con la preghiera ed il digiuno la guerra più spietata che si combatte all’interno del cuore di ogni uomo, la lotta tra il bene e il male, un male da sradicare dal cuore di ogni creatura con la forza dell’amore di Dio x riportare con l'esempio e non con la parola ogni creatura creata al cuore del suo creatore perché conoscendolo e riconoscendolo possa avere la vita!

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Messaggio di Medjugorie del 25.02.1990 La quaresima

 

Messaggio del 25 febbraio 1990

Cari figli, vi invito all'abbandono in Dio. In questo tempo (dell'imminente Quaresima) desidero che specialmente rinunciate a quelle cose a cui siete attaccati e che danneggiano la vostra vita spirituale. Perciò, figlioli, decidetevi completamente per Dio e non permettete a satana di entrare nella vostra vita attraverso quelle cose che danneggiano voi e la vostra vita spirituale. Figlioli, Dio si offre in pienezza e voi potete scoprirLo e conoscerLo solo nella preghiera. Perciò decidetevi per la preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!


La Madonna è Colei che per prima si è abbandonata alla volontà del Padre Nostro attraverso il suo Fiat fiducioso, totale e incondizionato. Lei perciò è maestra di ABBANDONO. Ma cosa significa abbandonarsi a Dio e come possiamo riuscirci? La risposta di nostra Madre è semplice e chiara: per incontrare Dio, per accoglierLo occorre conoscerLo e stabilire un intimo contatto attraverso la Preghiera. La Preghiera è il solo strumento con cui il cuore della creatura parla al suo Creatore, offrendo a Lui nell’orazione le sue speranze, i suoi dolori e le sue gioie quotidiane, le sue lodi di adorazione e di riparazione, insomma è quel filo invisibile di amore che fa sentire ai figli la vicinanza e la protezione del Padre e a Lui l’affetto e la fiducia del figlio. La preghiera quindi permette all’anima di salire a Dio e la stacca da quanto la soffoca e la rende pesante e qui la Madonna chiaramente ci indica cosa appesantisce lo spirito: LE COSE, LA MATERIA, I BENI a cui siamo attaccati, e da cui facciamo spesso dipendere la nostra felicità e la nostra soddisfazione. Solo attraverso lo sforzo della rinuncia reso più semplice e gioioso al cuore grazie alla preghiera, possiamo svuotarci di tutto quanto ci distoglie dal nostro Bene Supremo: Nostro Padre, Dio, il Creatore, colui che ci ha pensati e voluti. Ecco perché dobbiamo deciderci per Dio. Non c’è niente che possa avere la priorità. La quaresima è percio’ il tempo ideale in cui possiamo arare il nostro cuore per accogliere Gesù e lasciare germogliare il seme della sua Parola, ma senza questi strumenti di fede cio’ non sarà possibile: PREGHIERA, ABBANDONO FIDUCIOSO, PENITENZA.

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Le apparizioni VERE O FALSE: COME DISTINGUERLE?





La storia della Chiesa è punteggiata da continue apparizioni mariane. Che valore hanno per la fede dei cristiani? Come distinguere quelle vere da quelle false? Che cosa vuole dire Maria all’uomo d’oggi? Interrogativi che fanno riflettere. Gesù ci è stato dato per mezzo della Vergine. Non c’è, quindi, da meravigliarsi che per mezzo di Maria Dio ci richiami alla sequela del suo Figlio. Le apparizioni mariane sono un mezzo di cui Maria si serve per adempiere alla sua missione di Madre nostra.

Nel nostro secolo, a partire dalle grandi apparizioni di Fatima, si ha l’impressione che la Madonna voglia personalmente portare un suo richiamo in tutti i continenti. Per lo più si tratta di apparizioni che trasmettono messaggi; qualche volta sono immagini mariane che versano abbondanti lacrime, anche lacrime di sangue. Cito qualche esempio: ad Akita, in Giappone; a Cuepa, in Nicaragua; a Damasco, in Siria; a Zeintoun, in Egitto; a Garabandal, in Spagna; a Kibeho, in Rwanda; a Nayu, in Corea; a Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina; a Siracusa, a Civitavecchia, a San Damiano, alle Tre Fontane e in tanti altri luoghi in Italia.

Che cosa vuole ottenere la Madonna? Il suo scopo è sempre quello di incoraggiare gli uomini a fare tutto quello che ha detto Gesù; sia ben chiaro che le apparizioni non aggiungono nulla alle verità rivelate, ma solo le richiamano e le applicano all’attualità. Possiamo riassumerne i contenuti in tre parole: diagnosi, rimedi, pericoli.

Diagnosi: l’uomo si è dato passivamente al peccato; rimane inerte di fronte ai doveri che ha verso Dio e sfacciatamente non li osserva. Ha bisogno di essere scosso da questo torpore spirituale, per rimettersi nella via della salvezza.

Rimedi: urge una sincera conversione; necessita l’aiuto della preghiera, indispensabile per poter vivere rettamente. La Vergine raccomanda in particolare la preghiera in famiglia, il Rosario, la comunione riparatrice. Rievoca le opere di carità e di penitenza, come il digiuno.

Pericoli: l’umanità è sull’orlo di un baratro; questo ce lo dicono anche gli scienziati parlando dell’immane potere distruttivo delle armi in possesso degli Stati. Ma la Madonna non fa questioni politiche: parla della giustizia di Dio; ci dice che la preghiera può fermare anche la guerra. Parla di pace, anche se una via di pace è la conversione di intere nazioni. Sembra che Maria sia la grande ambasciatrice di Dio, incaricata di riportare a Lui l’umanità fuorviata, di ricordare che Dio è Padre misericordioso e che i mali non vengono da Lui, ma sono gli uomini a procurarseli tra loro perché, non riconoscendo più Dio, neppure si riconoscono per fratelli. Si combattono, invece di aiutarsi.

Certo, il tema della pace ha largo spazio nei messaggi mariani; ma è in funzione e conseguenza di un bene ancora maggiore: la pace con Dio, l’osservanza delle sue leggi, da cui dipende l’avvenire eterno di ciascuno. Ed è questo il massimo problema. «Che non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso»: con queste parole, pronunciate con tristezza, la Vergine Maria ha concluso i messaggi di Fatima, il 13 ottobre 1917. Gli errori, le rivoluzioni, le guerre, sono conseguenza del peccato. Alla fine di quello stesso mese di ottobre i bolscevichi conquistarono il potere in Russia e iniziarono l’opera nefasta di spargere l’ateismo nel mondo.

Ecco così i due connotati fondamentali del nostro secolo. Prima caratteristica del mondo moderno, secondo il filosofo Augusto Del Noce, è l’espandersi dell’ateismo. Dall’ateismo si passa facilmente alla superstizione, alle varie forme di idolatria e di occultismo, magia, divinazione, stregoneria, culti orientali, satanismo, sètte... E si passa a tutte le depravazioni, scavalcando ogni legge morale. Basti pensare alla distruzione della famiglia, culminata con l’approvazione del divorzio, e al disprezzo della vita, legalizzato con l’approvazione dell’aborto. La seconda caratteristica del nostro secolo, che apre alla fiducia e alla speranza, è proprio dato dal moltiplicarsi degli interventi mariani. Dio ci ha dato il Salvatore per mezzo di Maria ed è per mezzo di Maria che ci richiama a sé.

Apparizioni e fede. La fede nasce dall’ascolto della parola di Dio. Si crede perché è Dio che ha parlato e ha rivelato realtà che non si vedono e che non potranno mai avere una dimostrazione scientifica. In compenso, ciò che Dio ha rivelato riveste una certezza assoluta. Per trasmetterci le verità, Dio è apparso molte volte e ha veramente parlato. Ciò che ha detto non ci è stato tramandato solo verbalmente, ma è stato anche scritto con l’assistenza infallibile dello Spirito Santo. Così abbiamo la Sacra Scrittura, che riporta integralmente la rivelazione divina.

È solenne l’inizio della Lettera agli Ebrei, che presenta l’Antico e il Nuovo Testamento: «Iddio, che nel tempo antico aveva parlato ai nostri Padri per mezzo dei profeti, in una successione e varietà di modi, in questa fine dei tempi ha parlato a noi per mezzo del Figlio suo» (1,1-2). Nella Bibbia c’è tutta la verità, tutto ciò che è necessario alla salvezza e che è oggetto della nostra fede. La Chiesa è custode della parola di Dio, la diffonde, l’approfondisce, la applica, ne dà la giusta interpretazione. Ma non vi aggiunge nulla. Dante esprime questo concetto con la famosa terzina: «Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento» (Paradiso, V, 76).

Eppure la misericordia di Dio è continuamente venuta incontro a sostegno della nostra fede, sostenendola con segni sensibili. È valida l’ultima beatitudine pronunciata da Gesù all’incredulo Tommaso: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno» (Gv 20,29). Ma sono ugualmente validi i "segni" che il Signore ha promesso, a conferma della predicazione, oltre che a esaudimento delle preghiere. Pongo tra questi segni le guarigioni miracolose e le liberazioni dal demonio che hanno accompagnato la predicazione degli apostoli e di tanti santi predicatori (san Francesco, sant’Antonio, san Vincenzo Ferreri, san Bernardino da Siena, san Paolo della Croce...). Possiamo ricordare la lunga serie di miracoli eucaristici, a conferma della presenza reale di Gesù nelle sacre specie. E comprendiamo pure le apparizioni mariane, di cui ne registriamo oltre novecento in questi duemila anni di storia ecclesiastica.

In genere, nei luoghi in cui è avvenuta una apparizione, si sono costruiti un santuario o una cappella, che sono divenuti mete di pellegrinaggi, centri di preghiera, di culto eucaristico (sempre la Madonna porta a Gesù), occasioni di guarigioni miracolose, ma soprattutto di conversioni. L’apparizione è un diretto contatto con l’aldilà; pur non aggiungendo nulla alle verità di fede, le ricorda e ne incoraggia l’adesione. Perciò alimenta quella fede da cui dipende il nostro comportamento e il nostro destino. Basta pensare all’afflusso di pellegrini ai santuari, per comprendere come le apparizioni mariane abbiano una grandissima rilevanza pastorale. Sono segno della sollecitudine di Maria per i suoi figli; certamente sono uno dei modi usati dalla Vergine per adempiere a quella sua missione di madre nostra, che Gesù le affidò dalla Croce.
Vere e false apparizioni. Il nostro secolo è caratterizzato da un ampio succedersi di apparizioni mariane autentiche, ma è pure segnato da una colluvie di false apparizioni. Da una parte si nota una grande facilità della gente ad accorrere presso falsi veggenti o pseudocarismatici; dall’altra si nota una pregiudiziale tendenza delle autorità ecclesiastiche a bollare di falsità ogni possibile manifestazione di fatti soprannaturali, ancor prima di una qualsiasi indagine. Spetta all’autorità ecclesiastica il discernimento su questi fatti, che dovrebbero essere accolti «con gratitudine e consolazione», come la Lumen gentium, al n. 12, afferma per i carismi. Si ha invece l’impressione che una incredulità preconcetta venga considerata prudenza. È tipico il caso del Patriarca di Lisbona che, nel 1917, combatté le apparizioni di Fatima; solo sul letto di morte, due anni dopo, si rammaricò di essersi così opposto a fatti su cui non aveva assunto nessuna informazione.

Come distinguere le vere dalle false apparizioni? È compito dell’autorità ecclesiastica che è tenuta a pronunciarsi solo quando lo ritiene opportuno; per cui è lasciata larga parte all’intuizione e alla libertà dei fedeli. Il più delle volte le false apparizioni sono fuochi di paglia, che si spengono da sé. Altre volte si scopre che c’è inganno, interesse, manipolazione, o che il tutto nasce da qualche mente squilibrata o esaltata. Anche in questi casi è facile ricavarne le conclusioni. Quando invece il concorso di popolo si dimostra costante, crescente per mesi e per anni, e quando i frutti sono buoni («Dai frutti si conosce la pianta», dice il vangelo), allora c’è da prendere le cose sul serio.

Ma si noti bene: l’autorità ecclesiastica può ritenere opportuno regolare il culto, ossia assicurare l’assistenza religiosa ai pellegrini, senza pronunciarsi sul fatto carismatico iniziale. In ogni caso sarebbe un pronunciamento che non vincola le coscienze. Prendo a modello il comportamento del Vicariato di Roma a proposito dell’apparizione della Vergine alle Tre Fontane. Essendo regolare e crescente il concorso di popolo per pregare davanti a quella grotta, il Vicariato ha provveduto a porre dei sacerdoti stabili, per regolare il culto e provvedere al servizio pastorale (messe, confessioni, funzioni varie). Ma non ha mai avuto la preoccupazione di pronunciarsi sul fatto carismatico, se veramente cioè la Madonna sia apparsa al Cornacchiola.

Proprio perché non sono in discussione verità di fede, è questo un campo in cui i fedeli sono liberi di agire, basandosi sulle loro convinzioni derivate dalle testimonianze e dai frutti. Uno è liberissimo di non andare a Lourdes e a Fatima, e andare invece a Medjugorje, a Garabandal o a Bonate. Non esiste un posto in cui sia proibito andare a pregare.

Possiamo concludere. Le apparizioni mariane non hanno influenza per aggiungere una qualche nuova verità di fede, ma hanno un’immensa influenza per richiamare gli insegnamenti evangelici. Basta pensare ai milioni di persone che frequentano i più famosi santuari, o alle folle paesane che si accalcano nei santuari minori. C’è da chiedersi che cosa sarebbe stata la predicazione evangelica nell’America Latina se non ci fossero state le apparizioni di Guadalupe; a che cosa si ridurrebbe la fede dei francesi senza Lourdes, o dei portoghesi senza Fatima, o degli italiani senza i tanti santuari della Penisola.

Sono interrogativi che non possono non far riflettere. Iddio ci ha dato Gesù per mezzo di Maria, e non c’è da meravigliarsi che per mezzo di Maria ci richiami alla sequela del Figlio. Penso che le apparizioni mariane siano uno dei mezzi di cui la Vergine si serve per adempiere a quella missione di Madre nostra, missione che perdura «finché tutte le famiglie dei popoli, sia quelle insignite del nome cristiano, sia quelle che ancora ignorano il loro Salvatore, in pace e concordia siano felicemente riunite in un solo popolo di Dio, a gloria della santissima e indivisibile Trinità» (Lumen gentium, n. 69).

Don Gabriele Amorth

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Ecco l'arma contro il nostro Golia, dono della Madonna all'umanità


Forse anche tu, da ragazzo, passando vicino ad uno specchio d’acqua con i tuoi compagni di gioco, hai preso dei sassi ben levigati e piatti, e hai sfidato i tuoi amici nel gioco a chi gettava questi sassi a pelo d’acqua, facendoli balzare più volte sulla superficie, contando il numero di questi balzi, prima che il sasso si inabissasse nelle profondità dell’acqua. Vinceva chi riusciva a collezionare il maggior numero di balzi.

Oppure hai gettato un sasso nell’acqua del lago, o di uno stagno, per vedere i cerchi concentrici sulla superficie dell’acqua, provocati dall’impatto con la massa d’acqua, allargarsi sempre più e irradiarsi sulla superficie dello stagno.

Avviene la stessa cosa per chi va pellegrino a Medjugorje: sente allargarsi il cuore, si tuffa nella preghiera come non mai, gli nascono nell’intimo tante speranze che balzano alla mente e che portano pace all’anima.

Famosi sono i cinque sassi, quei cinque ciottoli lisci che Davide scelse dal torrente per abbattere il gigante Golia (cfr. 1 Sam 17,40). Nel singolare duello tra il giovane Davide, fulvo di capelli e di bell’aspetto, e il formidabile guerriero filisteo Golia, la meglio toccò a Davide che si era fidato di Dio (“Tu vieni a me – dice Davide - con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato”).

Chi ha incontrato p. Jozo nel pellegrinaggio a Medjugorje, ha certamente sentito parlare dei “cinque sassi”, immagine che evoca e sintetizza i messaggi della Madonna nelle sue apparizioni ai 6 veggenti di Medjugorje: Vicka, Mirjana, Marija, Ivan, Jakov e Ivanka.

La Vergine Maria ci mette tra le mani 5 sassi per abbattere Satana che tenta di spaventarci e di rovinarci. Infatti Satana, che nella sua grande superbia presume di essere simile a Dio, vorrebbe asservirci a sé; ma nonostante tutta la sua spavalderia e la forza che possiede, non è capace di vincerci, se con umiltà ci affidiamo a Dio e alla sua Santa Madre. Non può creare un solo filo d’erba, perché Dio solo è capace di “creare”. E Dio, attraverso Maria SS., crea figli suoi anche tra le pietre di Medjugorje: e ce ne sono tante. Quante conversioni in questi anni, attraverso la Regina della Pace. Ella chiama tutti i suoi figli, li vuole tutti salvi. E’ possibile, dunque, vincere Satana, ma occorre usare i mezzi adatti.

Esiste purtroppo una triplice alleanza di morte: tra Satana, il mondo e le nostre passioni (o il nostro “io” orgoglioso). Per rompere questo legame, questa alleanza, ecco i “cinque sassi” che la Vergine SS., angosciata per la rovina di tanti suoi figli, ci porge nella sua materna sollecitudine:

1. La Preghiera con il cuore: il Rosario
2. L’Eucarestia
3. La Bibbia
4. Il Digiuno
5. La Confessione Mensile.


“Cari figli –così ci invita la Regina della Pace-, vi invito alla conversione individuale. Questo tempo è per voi! Senza di voi il Signore non può realizzare ciò che vuole. Cari figli, crescete di giorno in giorno attraverso la preghiera, sempre più verso Dio”.

Diceva sant’Agostino: “Colui che ci ha creati senza di noi, non può salvarci senza di noi!”, cioè Dio vuole aver bisogno degli uomini.

La Madonna ci prende per mano uno ad uno, individualmente - infatti vuole la nostra conversione “individuale” - , e non ci guarda come massa, perché per Lei siamo tutti “figli”: vuole la nostra salvezza eterna e donarci la gioia di vivere.
Riflessioni di don Mario Brutti - Tratta dalla ml informazioni da Medjugorje


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I messaggi della Madonna di Medjugorje

                    I Messaggi di Medjugorje


Cari amici,  in questi tempi difficili nei quali ci troviamo a vivere alla luce dei fatti sconvolgendi che ogni giorno attraverso i media vediamo accadere intorno a noi e nel mondo, sento il bisogno di approfondire  e riflettere insieme a voi sui principali temi dei messaggi che (nelle apparizioni che sono ancora in corso a Medjugorie, e che  non essendo ancora terminate non hanno ancora ottenuto l'approvazione dalla Santa Chiesa) la Madre di Dio e madre nostra  stà donando a tutti noi  in questo" tempo di grazia".

«I messaggi di Medjugorje,
nella loro luminosa semplicità,
sono il più bel racconto di spiritualità
che sia mai stato donato alla Chiesa.
Essi costituiscono
una sorgente d’acqua viva
a cui attingere un po’ ogni giorno
per la sete dell’anima.
Basta viverne uno solo
perché la vita cambi radicalmente.»


Padre Livio Fanzaga

Le apparizioni della Madonna di Medjugorje sono le più lunghe della storia: durano senza interruzione da quasi trent’anni . E dall’inizio, nel giugno 1981, sono accompagnate da messaggi in cui la Vergine, che si presenta come la Regina della Pace, invita alla preghiera e alla conversione. La Madre di Dio ci raggiunge ogni mese con i suoi dolci ma fermi richiami.

I messaggi più importanti, che la Madonna ci richiama più volte e che desidera siano vissuti da tutti noi, sono la preghiera, il digiuno, la confessione, la conversione e la santa Messa. Questi messaggi dobbiamo metterli al centro della nostra vita, sforzandoci di metterli in pratica.

"La Madonna sta tessendo una rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva contro le forze del maligno e per preparare la vittoria finale del suo divino figlio Gesù Cristo". Ella dunque "ci chiama anche oggi ad entrare nella sua legione, per combattere contro le forze del male". Le armi da usare in questa lotta dovranno essere "la conversione del cuore, una grande devozione verso la santa Eucaristia, la recita quotidiana del santo Rosario, la preghiera costante e senza ipocrisie, l'accettazione delle sofferenze per la salvezza del mondo". "La vittoria finale  sarà di Dio. E Maria combatterà alla testa dell'armata dei suoi figli contro le forze nemiche di Satana, schiacciando il capo del serpente". (Cardinale Dias)

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Messaggio del 02. Marzo. 2011 (Medjugorie )

Cari figli, il mio Cuore materno soffre grandemente mentre guardo i miei figli che ostinatamente mettono ciò che è umano davanti a ciò che è Divino, i miei figli che, nonostante tutto ciò che li circonda e nonostante tutti i segni che vengono loro inviati, pensano di poter camminare senza mio Figlio. Non possono! Camminano verso la perdizione eterna. Perciò raduno voi che siete disposti ad aprirmi il vostro cuore, che siete disposti ad essere apostoli del mio amore, perché mi aiutiate, perché vivendo l’amore di Dio siate un esempio per coloro che non lo conoscono. Che il digiuno e la preghiera vi diano forza in questo ed io vi benedico con la benedizione materna nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Vi ringrazio. "

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