INFONDERO' IN VOI LO SPIRITO E RIVIVRETE (Ez 37,6)



"Potranno queste ossa rivivere?”... “Profetizza su queste ossa…:Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: ECCO, IO FACCIO ENTRARE IN VOI  LO  SPIRITO E RIVIVRETE... Saprete che IO SONO IL SIGNORE”. Io profetizzai come mi era stato ordinato…: “Spirito, vieni dai quattro venti e SOFFIA SU QUESTI MORTI, PERCHE' RIVIVANO!. …. e lo spirito entrò in essi e RITORNARONO IN VITA  e si alzarono in piedi; ERANO UN ESERCITO GRANDE, STERMINATO” (Ez. 37,3-10)."

La vera sofferenza dell'uomo contemporaneo è proprio la ‘morte dell'anima’; infatti, troppo spesso l’anima si lascia sedurre dalle menzogne di Colui che è  il padre della menzogna e preferisce prostituirsi per la felicità a basso costo dei  paradisi artificiali che si trasformano troppo presto  in gelidi inferni, piuttosto che seguire l'Amore che si è fatto Via per noi per dischiuderci le porte del Paradiso e dell'eternità. Oggi si fa molta difficoltà a credere all’esistenza di Satana eppure la parola di Dio parla  chiaro: Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1Gv 5, 19).  E’ una contraddizione in termini professarsi cristiani e non credere nel diavolo perché la Sacra Scrittura è piena di passi che parlano di Satana con molta chiarezza, in termini piuttosto inequivocabili; nel vangelo Gesù lo chiama più volte: il principe di questo mondo.
Sono convinta che “la più grande astuzia del diavolo è fare credere che non esista” (Baudelaire).
 La Sacra Scrittura ci rivela alcune caratteristiche di Satana:
 Porta la morte: “Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità" (Gv 8,44). “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna " (Mt 10,28).
 E’ superbo:La più astuta tra tutte le bestie selvatiche” (Gn 3,1).
 E’ padre della menzogna: “Quando dice il falso, parla del suo perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv.8, 44).
 Seduce:Colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sopra la terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli” (Ap 12,9 ).
 Accusa e porta divisione: “E’ stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte” (Ap 12,10).
Queste definizioni ci aiutano ad individuare alcuni atteggiamenti che conducono alla ‘morte’ tipici dell’uomo contemporaneo :
Mors tua vita mea: troppo spesso la superbia, la sete di potere, di successo di denaro portano a schiacciare gli altri pur di raggiungere i propri fini. Il consumismo ha inquinato le relazioni in maniera molto pericolosa. Con estrema facilità si usa tutto e tutti senza riflettere sulle terribili ferite che ne derivano.
La finzione, la menzogna. Si vive di maschere, si ha paura di essere nella verità, anche la vita reale si trasforma a tutti i livelli in una fiction.
La seduzione: si cerca di conquistare gli altri con la seduzione per avere un ‘trofeo’ in più da esibire. Si disgiunge troppo facilmente la sessualità dall’amore e si arriva a colpire mortalmente l’altro/a in una profondità del cuore particolarmente vulnerabile.
L’accusa: oggi il giudizio impera più che mai. Siamo nella società dei tuttologi, tutti si sentono grandi nel passare il loro tempo a criticare a dire ciò che gli altri avrebbero dovuto fare. Certo è molto più facile sparare sentenze sugli altri piuttosto che darsi da fare per migliorare se stessi e il mondo che ci circonda! Siamo nell’epoca del gossip! Quanti giudizi, condanne,  quanta divisione, quanta solitudine, quanta paura di aprire il cuore e di essere feriti, traditi, usati e gettati… quanta morte nell’anima!
Se guardiamo invece alcune caratteristiche che la Parola di Dio ci rivela riguardo allo Spirito Santo vediamo che sono proprio opposte:
Porta la vita: “Infonderò in voi lo Spirito e rivivrete” (Ez. 37,6); “Chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna” (Gal 6,8); “La legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ci ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Rm 8,2).
E’ Spirito di verità che ci dona la vera umiltà: “Quando verrà lo Spirito di Verità egli vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv 16,22).  “Il  santo spirito che ammaestra rifugge dalla finzione, se ne sta lontano dai discorsi insensati“ (Sap 1,5).
E’ Luce e ci rivela i misteri di Dio: “Lo Spirito scruta le profondità di Dio e ci rivela i misteri di Dio... ora noi non abbiamo ricevuto lo Spirito del mondo ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò Dio ci ha donato “(1Cor 2, 10.12).
Ci difende: “Il Paraclito (Colui che ci difende, l’avvocato), lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome” (Gv 15,25).
Proviamo  allora a mettere tutto il nostro impegno per essere docili allo Spirito Santo. Cerchiamo di individuare tutti i nostri atteggiamenti che ‘portano alla morte dell’anima’ ed esercitiamoci nel camminare secondo lo Spirito.
Esercitiamoci nel passare  dal mors tua vita mea al vivere la vita in pienezza cercando con tutto il nostro cuore il Bene di chi ci sta accanto.
Liberiamoci da ogni tipo di finzione, di menzogna e cerchiamo sempre la Verità;  restiamo fedeli a Gesù che è la Verità che ci rende liberi!
Passiamo dalla seduzione alla contemplazione.
Liberiamoci da ogni tipo di giudizio e impegnamoci a valorizzare quanto c’è di positivo in ogni fratello. Portiamo unità dove c’è divisione.
 Allora fiorirà la vita, sperimenteremo una Gioia nuova, piena e contagiosa


(di Chiara Amirante)

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Cantate al Signore un canto nuovo

Lodate il Signore con la cetra, con l'arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo!» (Sal 32, 2.3).





"Spogliatevi di ciò che è vecchio ormai; avete conosciuto il nuovo canto. Un uomo nuovo, un testamento nuovo, un canto nuovo. Il nuovo canto non si addice ad uomini vecchi. Non lo imparano se non gli uomini nuovi, uomini rinnovati, per mezzo della grazia, da ciò che era vecchio, uomini appartenenti ormai al nuovo testamento, che è il regno dei cieli. Tutto il nostro amore ad esso sospira e canta un canto nuovo. Elevi però un canto nuovo non con la lingua, ma con la vita." (S. Agostino)

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La dipendenza più forte di tutte




E’ sicuramente vero che la droga e l’alcol compromettono la capacità di giudizio, ma esiste una dipendenza ancora più forte, ancora più diffusa rispetto alle altre, che distorce i veri valori, e la cosa drammatica è che quasi nessuno se ne rende conto. La dipendenza più diffusa è il proprio egoismo. Come il drogato ricerca sempre denaro per acquistare la droga, similmente la natura umana ricerca denaro per appagare la propria vanità. Il denaro può infatti essere usato per soddisfare ogni sorta di piaceri, non soltanto i piaceri sani ma anche quelli egoistici, perversi e caratterialmente distruttivi.
Una prova lampante è rappresentata dall’insano successo che stanno avendo le sempre più numerose sale da giochi d’azzardo, i sexyshop, il mercato pornografico  e la  prostituzione, non solo delle ragazze che ne sono costrette brutalmente ma anche dei cosiddetti VIP che, pur di far soldi, si vendono al miglior offerente reclamizzando prodotti di consumo d’ogni genere e modelli comportamentali piuttosto discutibili.
Distruttivo non è il denaro in se, ma l’amore e la forsennata ricerca che l’uomo ha per il denaro. E’ sempre stato necessario per soddisfare bisogni legittimi, ma il denaro è oggi enormemente bramato, e sempre più spesso usato, non per servire gli altri e i sani principi di vita ma per calpestarli; una società dove sempre più persone ricercano il potere e la licenza, di ricattare, dominare, corrompere, comprare e vendere persino la carne e i pensieri dei propri simili.
La dipendenza da denaro è diventata per molti una patologia mentale cronica. Sembra ormai certo che dietro alle comuni dipendenze ci sia molto più di quanto si ipotizzasse una volta, e che le scoperte di come i processi di pensiero possano venire alterati potrebbero essere correlate con quella che definiamo la più forte delle dipendenze: l’amore per il denaro per fini egoistici e malsani, ovvero l’amore per il proprio ego. In altre parole la dipendenza dal peccato in genere è la più  forte delle dipendenze, la più difficile da sconfiggere.
La forza di volontà dell’uomo è già debole di per sé, ma la natura umana riesce addirittura ad indebolirla ulteriormente. Il Salmista fu ispirato a scrivere che l’essere umano separato da Dio «non è che vanità», vale a dire superficiale, vuoto, incompleto, inutile  ed effimero (Salmo 39:5).

Cosa dice la Bibbia in merito alla più forte delle dipendenze

La natura umana rappresenta semplicemente la nostra tendenza a fare quello che più ci viene istitntivo, quello che noi pensiamo essere giusto, che in parole povere solitamente significa “salvaguardare i propri interessi”, cercando di ottenere quello che ci fa stare bene facendo meno fatica possibile a discapito degli altri.
Quello che la maggior parte della gente non sa è che questo atteggiamento può essere considerato la dipendenza più forte di tutte, così come anche la più pericolosa. E’ più pericolosa perché per chi arriva alla fine della propria vita senza essersi mai pentito dei propri peccati e senza aver mai cambiato questo tipo di atteggiamento, non rimane altro che la morte,  non solo fisica ma anche la «seconda morte», quella spirituale (Matteo 10:28, Romani 6:23, Ebrei 6:4-8, Apocalisse 2:11).
Alla radice dei problemi dell’umanità c’è proprio la natura umana stessa: dalla gelosia alla menzogna, dall’inganno all’odio, dalla violenza alla smania di potere a discapito degli altri, fino alle guerre, giusto per fare qualche esempio che renda l’idea di quanto gli uomini possano cadere in basso. La natura umana, egoista e al servizio di se stessa, si manifesta attraverso azioni ripetute che danneggiano noi stessi e gli altri.
La Bibbia descrive la natura umana con queste parole: «Il cuore è ingannevole più d'ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà?» (Geremia 17:9). Dio usa il termine «cuore» per indicare la motivazione, l’atteggiamento, la logica e le emozioni della mente umana, e come Egli stesso afferma in questo passaggio, il cuore non si può curare né sistemare da solo.
Dio conosce bene i limiti degli esseri umani, come si legge in Deuteronomio 5:29, «Oh avessero pur sempre un tal cuore, da temermi e da osservare tutti i miei comandamenti, per esser felici in perpetuo essi e i loro figliuoli!» Il cuore degli uomini non era puro allora e non lo può essere nemmeno ora senza l’aiuto di Dio.
L’apostolo Giacomo, fratellastro di Gesù Cristo, si interrogò su quali fossero le motivazioni profonde che spingevano gli uomini verso il male: «Donde vengon le guerre e le contese fra voi? Non è Egli da questo: cioè dalle vostre voluttà che guerreggiano nelle vostre membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne' vostri piaceri» (Giacomo 4:1-5).
La guerra è un prodotto della natura umana, non di Dio. La Bibbia ci dice che Caino fu il primo uomo a commettere un omicidio, quando assassinò suo fratello Abele (Genesi 4:8). Da allora, gli esseri umani non fanno che sterminarsi a vicenda.
Proprio come accade per le altre dipendenze, anche la parte egoista che risiede in noi, che è diventata parte della nostra natura, crea una forte e pericolosa dipendenza.

Come opera la natura umana?


Essendo estremamente incline al conseguimento del piacere, la natura umana ci induce spesso al peccato, come accadde per la prima volta nella storia dell’uomo ad Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden: Eva peccò perché ingannata e convinta da Satana, mentre Adamo peccò sapendo di peccare (Genesi 3:6; 2 Corinzi 11:3; 1 Timoteo 2:14).
Da quel tempo tutti gli esseri umani continuano a perseverare nel peccato. «Perciò, siccome per mezzo d'un sol uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v'è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato» (Romani 5:12). La natura umana è innata in ogni essere umano, ed è una forza estremamente potente che si manifesta attraverso i nostri impulsi e le nostre pulsioni. «Difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio» (Romani 3:23).
Il peccato può diventare una forza distruttiva che crea dipendenza «per la debolezza della carne» che porta l’essere umano a prestare le proprie membra al servizio dell’impurità e della iniquità» (Romani 6:19). Per questa ragione quelli che agiscono seguendo solo gli impulsi dettati dalla propria natura carnale non sono in grado né di capire le cose di Dio né tanto meno di servirlo. Spesso ingannati dalla loro stessa natura e dai propri peccati, credono erroneamente che il loro modo di agire sia l’unico possibile.
Infatti, l’apostolo Paolo scrisse: «Or quelli che sono secondo la carne [che hanno esclusivamente la natura umana], hanno l'animo alle cose della carne; ma quelli che sono secondo lo spirito, hanno l'animo alle cose dello spirito. Perché ciò a cui la carne ha l'animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l'animo, è vita e pace; poiché ciò a cui la carne ha l'animo è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio, e neppure può esserlo» (Romani 8:5-7).

Influenze sulla natura umana

La natura umana è enormemente influenzata da Satana, l’acerrimo nemico di Dio e di tutta l’umanità. Satana non è l’omino brutto con il forcone, la coda e le corna, ma è invece il potentissimo «principe della potestà dell'aria, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli» (Efesini 2:2). Satana si presenta come un angelo di luce, mentre in realtà è fonte di oscurità e cecità spirituale. Egli opera nella mente di importanti personaggi del mondo e domina molti settori e attività della società umana (2 Corinzi 11:14).
Un’altra potente influenza di cui la nostra natura è vittima è il mondo che ci circonda, in buona parte modellato sullo stile di Satana. Egli è «l'iddio dell’era presente» (2 Corinzi 4:4), un essere occulto e potente, il «seduttore di tutto il mondo» (Apocalisse 12:9).
Gesù sapeva bene dove la natura umana affonda le sue radici: «Voi siete progenie del diavolo, ch'è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna» (Giovanni 8:44).
 La domanda fondamentale che la maggior parte di noi si pone è: se Dio conosce la malvagità intrinseca nella natura umana, perché ha comunque fatto in modo che dovessimo conviverci?
In quanto Creatore, Dio è fondamentalmente responsabile di tutti gli eventi che lascia accadere, buoni e cattivi; tuttavia, non è Lui a compiere le cose cattive. E’ Satana a dominare la natura umana e ad istigarla a compiere il male, non Dio, e alla fine dovrà rispondere del suo inganno nei confronti dell’umanità e per aver tenuto gli esseri umani prigionieri del loro caos e della loro corruzione (2 Corinzi 4:4; Apocalisse 20:1-3; Isaia 14:12-15).
Come accennato prima, la forza di volontà dell’uomo è debole e la natura umana la indebolisce ancora di più, e Gesù ne era ben consapevole: «Vegliate ed orate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole» (Matteo 26:41).
Se vogliamo arrivare alla fine ad essere parte della Sua grande famiglia, Dio ci esorta ad abbattere i limiti della natura umana accogliendo Cristo dentro di noi attraverso la potenza dello Spirito Santo, e quindi a credere e ad avere fede, come dimostrato dalle opere divine (Giacomo 2:17-26). Dio dona la vita eterna a coloro i cui peccati sono stati perdonati attraverso Cristo e che, con il Suo aiuto, sono andati oltre la loro natura di peccatori (Giovanni 3:16-17; Apocalisse 2:26).
Nell’ultimo giorno Iddio trasformerà i Sui fedeli, imperfetti nella loro essenza umana, in creature perfette e immortali, in «figli di Dio» (1 Corinzi 15:42-53). Gli esseri umani che si pentono e che decidono di liberarsi dalla dipendenza causata dalla loro stessa natura dimostrano a Gesù Cristo di voler percorrere il Suo stesso cammino di vita, superando il loro innato egoismo attraverso il potere dello Spirito di Dio e rendendosi così pronti a vivere secondo la Sua Parola. I corpi di coloro che rimangono nella Via del Signore pe tutta la loro vita, saranno risuscitati in corpi composti di energia spirituale, in veri e propri figli di Dio, al ritorno di Cristo sulla terra (Ebrei 2:10).
Quando l’essere umano arriva a comprendere a fondo la malvagità insita nella sua stessa natura e la gravità dei suoi effetti, Dio gli dona la possibilità di rivolgersi a Lui e chiedere il Suo aiuto per resistere alle continue pulsioni provocate dalla natura umana che spingono verso il peccato. Dio è ben lieto di donare la vita eterna, poiché sa che, se gli uomini lo onorano in questa dimensione di debolezza terrena, a maggior ragione gli rimarranno fedeli anche dopo, quando saranno creature di spirito con un carattere rivestito di incorruttibilità.

Con l’aiuto di Dio

La prima cosa che dobbiamo fare per superare questa dipendenza è riconoscere ed ammettere il fatto che non possiamo salvarci dalla morte, cui siamo stati destinati proprio a causa della nostra stessa natura incentrata sull’ego (1 Giovanni 1:5-10).
Tuttavia, non è nemmeno possibile trascendere pienamente la natura umana fino a quando non è Dio Padre ad attirarci verso di Sé e a darci il Suo aiuto (Giovanni 6:44). Quando rispondiamo alla chiamata del Padre, ci viene data l’opportunità di pentirci dei nostri peccati, di essere battezzati e di ricevere il dono dello Spirito Santo (Atti 2:38).
Una volta attuato il cambiamento iniziale, dovremo sempre cercare l’aiuto che viene offerto dall’alto. Dio ci ha dato gli strumenti necessari per resistere al peccato, alla corruzione del mondo e a Satana, il diavolo. Se continueremo ad essergli fedeli e resisteremo fino alla fine, potremo vivere insieme a Dio nel Suo Regno eterno che sta per giungere (Marco 1:14-15).

La dipendenza dal peccato può essere vinta!

L’essere umano è facilmente influenzabile da tutto ciò che può creare dipendenza, come ad esempio la droga e l’alcol, proprio a causa della sua natura ribelle e della debolezza della carne. Dio ci ha dato il libero arbitrio (Deuteronomio 30:19), ma dobbiamo dimostrargli di essere in grado di scegliere la Sua via al di sopra della nostra, così che Egli possa donarci la vita eterna attraverso la morte e la resurrezione di Gesù Cristo (Romani 5:10).
L’accettazione del sangue che Cristo ha versato per liberarci dal peccato ci aiuta a purificare le nostre coscienze dalle opere morte del passato (Ebrei 9:14). Inoltre, la lettura e lo studio della Parola di Dio, pervasa dallo Spirito Santo, aiuta a purificare la mente dal peccato (Efesini 5:26).
La dipendenza dal peccato può essere sconfitta, anzi, deve essere sconfitta. L’apostolo Paolo si batté per mantenere il completo controllo sulla propria mente e sul proprio corpo, per evitare di essere sopraffatto dalla sua natura umana e di compiere quegli errori che lui stesso condannava quando predicava agli altri (1 Corinzi 9:27).
L’umanità intera è afflitta da questa forte dipendenza, che affonda le sue radici nel peccato e nelle sue gratificazioni materiali (Ebrei 11:25). La natura umana può tuttavia essere neutralizzata e liberata dal peccato mediante il dono dello Spirito. «Non v'è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito» (Romani 8:1).
Prendendo in prestito l’esortazione dell’apostolo Paolo: Armiamoci dunque di gran coraggio e combattiamo contro il peccato affinché non ci avvolga più così facilmente come in passato! (Ebrei 4:15-16; Romani 8:28, 31, 37-39.
Possiamo certamente debellare l’attrazione del peccato, la dipendenza più forte di tutte, cercando  ogni giorno l’aiuto di Dio Onnipotente mediante Gesù Cristo.
LaBuonaNotizia.org

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Messaggio di Medjugorje, 2 aprile 2011

               












"Cari figli, con amore materno desidero aprire il cuore di ciascuno di voi ed insegnarvi l’unione personale con il Padre. Per accettare questo dovete comprendere che siete importanti per Dio e che Egli vi chiama singolarmente. Dovete comprendere che la vostra preghiera è il dialogo di un figlio con il Padre, che è l’amore la via per la quale dovete incamminarvi, l’amore verso Dio e verso il vostro prossimo. Questo è, figli miei, un amore che non ha confini, è un amore che nasce nella verità e va fino in fondo. Seguitemi, figli miei, affinché anche gli altri, riconoscendo la verità e l’amore in voi, vi seguano. Vi ringrazio"

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"e l’uomo sarà veramente Figlio della Resurrezione"

...Un mattino di sole, profumo di erbe e di fiori, primo annunzio di primavera...


Così la natura continua il suo canto nonostante le brutture che il mondo ci offre per la condotta degli uomini, scene orribili che si susseguono alla televisione e notizie sconcertanti sui giornali: sangue, pornografia, occulte prepotenze sconvolgono le nazioni. Una locandina ci invita a una conferenza: «C'è un futuro per l’uomo?» L’interrogativo preme nel cuore di tante persone che non trovano una risposta!
Leggo su un bellissimo libro di E. Bianchi, Ricominciare:

«La bruttezza, la volgarità, l’assenza di stile e di pensiero formativo ci aggrediscono nelle periferie desolate e nei centri violenti delle nostre città, negli arredamenti metallici e disanimati dei nostri uffici e delle nostre abitazioni senza più memoria;..."

...Ciò nonostante la primavera è alle porte e il mandorlo fiorisce...


Perché o Signore? Prendo la borsa e me ne vado al mercato per pensare e pregare, mi confondo con la folla che cerca, compera e parla portando in cuore sofferenze e speranze.

E i tanti «perché» mi bruciano dentro! Che cosa si può fare?...Mi vengono in mente tanti giovani che, posto questo interrogativo, si sono messi alla ricerca: c'è chi si dà da fare perché il suo mondo vicino sia migliore, ma c’è anche chi ne sente l'impossibilità e allora va altrove, forse magari in un monastero portando con se queste ferite, intercedendo notte e giorno nel raccoglimento e nel sacrificio una risposta e insieme il perdono, ripetendo il gesto di Gesù sulla croce di fronte all’imperversare dell'odio: «Padre perdona, non sanno cosa si fanno». La loro non è stata una fuga, ma il desiderio di fare qualcosa per una realtà che l’uomo non sa trasformare. Hanno fatto una scelta non sempre compresa. Si sono messi sulla via della Sorgente per un sogno universale di salvezza.


Si ha l’impressione che per l’umanità l’orizzonte sia chiuso. Ci si sente soffocare! Non c’è più un perché debbano venire il mattino e la sera... eppure il sole sorgerà ancora e i mandorli continueranno a fiorire. C’è qualche speranza nascosta che dobbiamo riscoprire e quelle giovani coppie che incontro sorridenti, quelle giovani mamme che attendono un bimbo o che già lo portano in braccio o in carrozzella tra tutta la gente del mercato, ci ricordano che c’è ancora un futuro e che si può ancora sperare. Sono i segni di un domati migliore. Ma c’è bisogno di qualcuno che li aiuti a restare segni e a non lasciarsi cancellare dall’egoismo o dall’indifferenza, terribile malattia dei nostri giorni.

Segni dunque di speranza, quelli nascosti in monastero e quelli fioriti in tante case benedette dall’amore e dal perdono!

Dio ha fatto un mondo bello e buono e l’ha consegnato agli uomini che non l’hanno saputo conservare e l’hanno diviso e sfruttato all’insegna dell’egoismo.

C'è bisogno di un ritorno alle origini dove ci si incontrerà con quel Dio misterioso, che il Cristo ha proclamato al mondo come Amore!


L'ho sentito un mattino alla messa della domenica: con negli occhi ancora le visioni raccapriccianti della televisione e nel cuore le notizie dei giornali, le preghiere e i canti più belli mi sembravano bestemmie, quando dal Vangelo risuonano come fuoco le parole di Gesù:


«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano». «Sarete figli dell'Altissimo».
«Date e vi sarà dato con la stessa misura».
«Fate agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi».



Hai ragione Signore, noi non facciamo così, ma tu il rimedio ce l'hai suggerito. E intanto risuona la preghiera: «Ascoltaci, Signore!» E tu non rispondi e fai silenzio su questi spettacoli di sangue e di morte! Ma sarà proprio «silenzio»? Attendi da noi, dalla tua stessa Chiesa qualche segno di buona volontà, di conversione, di attenzione perché l’uomo sia più uomo! Tutto l’uomo dovrebbe impegnarsi in questo rinnovamento se ancora vuoi avere un domani e, come dice Sabino Palumbieri, metterci «testa, cuore, mani».

Allora l’uomo potrà sperare nel suo futuro...Ogni mattina il sole sorgerà e il mandorlo fiorito poterà i suoi frutti. Se sapremo cogliere le parole del Vangelo e leggere i segni della natura e di coloro che hanno capito, sarà certa la nuova vita in unione al Crocifisso sepolto e risorto in quel lontano Sabato Santo alle porte di Gerusalemme.

E l’uomo sarà veramente «figlio della Risurrezione».

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Dov’è il Regno di Dio?

Prima di recarsi in qualche luogo della Palestina, Gesù mandava sempre davanti a Sé dei Suoi discepoli come araldi e ambasciatori della Sua venuta. Egli faceva annunciare a tutti: "Il Regno di Dio si è avvicinato a voi" (Lu. 10:9). L’annuncio del regno di Dio era al centro della predicazione e dell’azione del Signore Gesù ed ancora oggi esso deve essere al centro dell’annuncio e dell’azione del cristiano. Lo scrittore Leone Tolstoi scrisse in una sua opera: "L’unico significato della vita consiste nell’aiutare a stabilire il regno di Dio".
Il regno di Dio... strana espressione questa per le orecchie moderne! Che cos’è "il regno di Dio"? "Qual è il regno di Dio?", al che alcuni suggerirebbero senza pensarci molto: "La Chiesa!", la chiesa come edificio, sottintendendo che Dio non regna oggi in molti altri ambienti, ma questo poi è ancora da vedere... oppure dire così per relegarcelo appositamente, così non ci disturba più di quel tanto...

Che cos’è il regno di Dio? Se dovessi rispondere brevemente io direi: "Il regno di Dio è là dove Dio regna sovrano", cioè dovunque la Sua autorità viene riconosciuta ed ubbidita, dovunque la Sua presenza e potenza si manifesta incontrastata".
Questa definizione non sarebbe però ancora del tutto corretta, perché non c’è luogo dell’intero universo dove Dio non regni sovrano, Egli tiene in mano e sotto il Suo controllo ogni cosa, l’universo intero è il Suo regno, tutte le cose avvengono esattamente come Egli ha stabilito. Il problema semmai è l’essere umano, l’essere umano ribelle che pretende di essere il padrone di sé stesso e di non avere bisogno di Dio. Il problema è il mondo che l’essere umano ha manipolato producendo morte, distruzione, disordine, sporcizia, iniquità. Dio ha permesso che questo avvenisse, ma la "limitata sovranità" di Dio sul mondo empio e ribelle avrà fine, e un giorno Dio sarà Signore di tutto e di tutti, che questo piaccia o non piaccia, e la Sua giustizia verrà stabilita per sempre.
L’opera del Signore Gesù è quella di estendere e stabilire la sovranità di Dio nei luoghi dove c’è ribellione e disubbidienza, nei luoghi dove particolarmente si soffrono le conseguenze di questa disubbidienza. Per questo il messaggio cristiano di ieri e di oggi è: "Il Regno di Dio si è avvicinato a voi" (Lu. 10:9).

"Ora, interrogato dai Farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro e disse: ‘Il regno di Dio non viene in maniera che si possa osservare: né si dirà: ‘Eccolo qui’, o ‘eccolo là’: poiché, ecco, il regno di Dio è dentro di voi" (Lu. 17:21).

"Un regno che viene stabilito nel cuore umano"

Erano queste aspirazioni legittime e comprensibili, ma Gesù e il Suo regno avrebbe realizzato un progetto di questo tipo? Un regno politico? No. Gesù dirà poi chiaramente a Pilato, il governatore romano, che vedeva in Gesù un pericoloso concorrente: "Il mio regno non è di questo mondo" (Gv. 18:36). Ecco perché i farisei, impazienti di vedere Gesù passare all’opera gli chiedono: Quando verrà il regno di Dio? Evidentemente questi Farisei, insieme a tanti altri, avevano una visione distorta del regno di Dio, un concetto falso.
Il regno di Dio era piuttosto il regnare di Cristo sul cuore della singola persona, sul nostro cuore, sulla nostra vita.Cristo deve sedere sul trono del cuore di ciascuna persona e di là manifestare la Sua guida autorevole e la Sua potenza.

 "Quando un uomo o una donna riconosce la legittima sovranità di Dio su ogni cosa e sulla propria vita ed il suo cuore si apre a Cristo come proprio Signore e Salvatore il regno di Dio è entrato e si manifesta in quella vita".

Ricordate che cosa disse Gesù quando, entrando nella casa e nella vita del ricco e disonesto Zaccheo, questi si ravvede dei propri peccati e decide di restituire il maltolto alla gente? Gesù dice: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa" (Lu. 19:9). Si, perché là dove viene stabilito il regno di Dio si manifesta una realtà di salvezza.
Inutile cercare il regno di Dio chissà come e chissà dove. Il regno di Dio non può essere riconosciuto se non spiritualmente da quelli che vi hanno parte. Non è un regno di questo mondo. La Sua gloria non colpisce la fantasia umana, ma influisce sullo spirito, ed il suo potere viene esercitato sulle anime e sulle coscienze. Il regno di Dio non cambia necessariamente la condizione esterna dell’uomo, ma il loro cuore e la loro vita. Esso viene quando rende umili, seri e pii chi un tempo era arrogante, vacuo, e senza Dio.

"Dobbiamo cercare il regno di Dio nella rivoluzione dei cuori."

Il regno di Dio non è il risultato di un progetto politico e di una nuova organizzazione della società, benché questo sia quanto mai auspicabile, ma è qualcosa che comincia ad operare nella mente, nella volontà, nei sentimenti, nella condotta dell’uomo e della donna. Esso è collocato dapprima nel cuore, nell’intelletto, nei sentimenti...

"Il regno di Dio è dentro di voi" dice Gesù. Questa frase la si potrebbe però anche tradurre con: "Il regno di Dio è in mezzo a voi". Quando Gesù diceva "Il regno di Dio è in mezzo a voi" egli si riferiva alla Sua persona, la presenza della Sua persona in mezzo a loro. Gesù, infatti, è il regno di Dio fattosi persona umana, in Gesù si realizza perfettamente il regno di Dio. Ne erano coscienti i Suoi contemporanei? Ne siamo coscienti noi oggi? Il profeta Giovanni Battista, battezzando i penitenti nel fiume Giordano, diceva riferendosi a Gesù: "In mezzo a voi sta uno che non conoscete" (Gv. 1:67).

Le leggi ed i principi di questo regno erano pienamente incorporati in Cristo, crescevano dalla Sua Persona, emanavano da Lui come la luce dal sole. Gesù li informava che il regno era già presente con loro, che di fatto aveva già cominciato ad operare, e che le sue vibrazioni spirituali già potevano essere sentite.
Per questo dico spesso, e con profonda convinzione che le nostre migliori aspettative si realizzano in Gesù, perché Gesù, incarnazione del regnare di Dio, è fonte, sorgente, di ogni cosa buona e giusta che potremmo avere nella nostra vita. E’ soltanto infatti nel contesto del Regno di Dio, che Gesù solo può stabilire nella nostra vita, che l’umanità può essere perfettamente realizzata secondo i piani che Dio per essa ha stabilito.

Che cos’è allora questo regno di Dio? E’ l’opera del Signore Gesù Cristo che salva il mondo a partire dal cuore umano, a partire dal tuo cuore, quando Lo ricevi come tuo Signore e Salvatore. Esso E’ il regno dove si acquisiscono nuove persuasioni che a loro volta producono la conversione a Dio della nostra persona con tutti i cambiamenti esterni che questo produce. Il regno di Dio agisce sulle tre forze che danno forma alla vita umana - impulsi, volontà ed abitudini. Una volta che è bene in controllo di queste tre forze, il regno di Dio rende il carattere umano una forza irresistibile. Quando l’impulso religioso viene afferrato dalla volontà e trasformato in vita, si forma un carattere tale che le porte dell’Ades non potranno mai prevalere su di esso, che niente e nessuno potrà distruggere.

 E’ il regno della vita, o un regno vivente ora, piuttosto che un regno di questo mondo nel futuro. E’ nuova vita che accende nuove idee e che forma nuove abitudini. Qualche volta si intrufola nella mente in modo silenzioso come la luce. Pensate alla donna samaritana che incontra Gesù, donna di cui parla l’Evangelo di Giovanni. Pensate in quale modo naturale nuove idee erano state poste nella sua mente, e con quale meravigliosa rapidità esse avevano cambiato i pensieri e le abitudini della sua vita.

"E’ un regno in cui si acquisisce tutto un nuovo modo di guardare a noi stessi, al mondo, a Dio, al tempo ed all’eternità". Non c’è persona al mondo più di Cristo che abbia infuso in uomini e in donne una visione del mondo di così vaste prospettive, nessuno come Lui che abbia tracciato profondi solchi, del tipo più alto e più puro per liberare nell’essere umano forze di trasformazione. Queste forze sono ancora all’opera oggi come lievito della società, ed esse sono divinamente destinate a continuare fintanto che l’intero universo non sia totalmente riconciliato ed in comunione con Dio, e causi così che giustizia e santità brillino per sempre attraverso i domini di Dio.

 E’ il regno dell’amore -amore rivelato alla luce della paternità di Dio, Dio conosciuto come Padre che crea molto naturalmente nell’uomo una riverenza figliale che subito diventa una forza potente per far tornare a casa il figlio in fuga che è l’incosciente creatura umana che crede di poter fare a meno di Dio e di essere legge a sé stessa. Forse anche tu ti trovi in questa situazione: che lo Spirito Santo di persuada che non può esistere vita, vita vera e significativa, se non in comunione con Dio Padre, con il Salvatore Gesù Cristo e con la forza e la sapienza dello Spirito Santo.

Si, un giorno, volenti o nolenti, il regno di Dio verrà legittimamente stabilito ed ogni ribellione verrà stroncata. Tutto sembrava normale prima della venuta del giudizio: ci si sposava, si costruivano case, si comprava, si vendeva... Improvvisamente però, tra lo sgomento di quanti non avevano mai voluto prendere queste cose sul serio, vi sarà una grande e brutta sorpresa per molti. Il Signore tornerà e prenderà con sé i Suoi eletti, sui quali già il Suo regno era stato stabilito, e lascerà gli altri al loro terribile destino. L’uno sarà preso e l’altro lasciato... In quale gruppo vi troverete voi? Nel gruppo di coloro che il Signore salva, o in quello che il Signore aveva destinato al giudizio?

Cristo vive qui?

Recentemente ho sentito questa storia. Un nuovo parroco era venuto in un certo villaggio ed aveva cominciato a far visita alle famiglie della comunità per presentarsi. Si era così fermato ad una casa dove aveva incontrato una donna. Quando il marito di questa ritornò a casa, sua moglie gli disse: "Oggi è venuto a farci visita il nuovo parroco". "E che cos’ha detto?" chiese l’uomo. "Oh," rispose la donna, "ha detto una cosa strana: mi ha chiesto: Cristo vive qui? E io non sapevo che rispondergli". Il viso dell’uomo diventò così rosso. "Perché non gli hai detto che noi siamo gente rispettabile?" disse. "Beh, " rispose la moglie, "avrei potuto dirglielo, ma non era quello che mi aveva chiesto". "E perché non gli hai detto che possediamo una Bibbia, che paghiamo le tasse di chiesa?", "Ma perché questa non era la sua domanda". "E perché non gli hai detto che noi spesso andiamo al culto?", "Ma non mi ha chiesto questo! Mi ha solo chiesto se Cristo vive qui!" rispose la donna innervosita.
Quell’uomo e quella donna rifletterono così per diversi giorni su quanto il nuovo pastore aveva loro chiesto e che cosa mai avesse voluto dire con quelle parole. Poco alla volta, però, la loro vita prese una nuova direzione; poco per volta compresero che Cristo e non delle forme religiose, doveva diventare una realtà vivente nella loro vita, che Cristo doveva davvero regnare come re nella loro vita, altrimenti tutto il resto sarebbe stato inutile. E in qualche modo, senza che se ne accorgessero, scoprendo l’amore di Cristo ed il fulgore della Sua luce, essi Lo conobbero e lo fecero sedere sul trono della loro vita. Ora si che Cristo veramente era presente, ora si che il Regno di Dio veramente aveva fatto irruzione nella loro vita!

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Messaggio del 25 Marzo 2011 ( medjugorie )

                            



  





 " Cari figli, oggi in modo particolare desidero invitarvi alla conversione. Da oggi inizi una vita nuova nel vostro cuore. Figli, desidero vedere il vostro “si” e che la vostra vita sia il vivere con gioia la volontà di Dio in ogni momento della vostra vita. Oggi in modo particolare Io vi benedico con la mia benedizione materna di pace, d’amore e d’unione nel mio cuore e nel cuore del mio figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

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