Ricominciare Sempre

                                  Ricomincia sempre



Non ti arrendere mai,
neanche quando la fatica si fa sentire,
neanche quando il tuo piede inciampa,
neanche quando i tuoi occhi bruciano,
neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati,
neanche quando la delusione ti avvilisce,
neanche quando l'errore ti scoraggia,
neanche quando il tradimento ti ferisce,
neanche quando il successo ti abbandona,
neanche quando l'ingratitudine ti sgomenta,
neanche quando l'incomprensione ti circonda,
neanche quando la noia ti atterra,
neanche quando tutto ha l'aria del niente,
neanche quando il peso dei peccati ti schiaccia.
Invoca il tuo Dio,
stringi i pugni,
sorridi...




 E ricomincia! 

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Apparizione avuta da Ivan (veggente di Medjugorije) il 17 giugno 2011

     


Apparizione avuta da Ivan 17 Giugno 2011
Carissimi,

ecco quanto Krizan ci ha comunicato sull'apparizione avuta da Ivan stasera, Venerdì 17 Giugno 2011, sul Podbrdo alle ore 22:00. Ecco le parole di Ivan:



Anche stasera la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice e all'inizio, come sempre, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: "Sia lodato Gesù, cari figli miei!". Poi la Madonna ha stesso le mani ed ha pregato su tutti noi qui ed in modo particolare ha pregato su di voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

"Cari figli, anche oggi la Madre con amore vi invita: decidetevi per mio Figlio, incamminatevi insieme a Lui. Seguite i miei messaggi,specialmente in questi giorni che verrannorinnovate i miei messaggi nelle vostre famiglie. Pregate, cari figli, affinché mio Figlio nasca nei vostri cuori, nelle vostre famiglie. Sappiate, cari figli, che la Madre prega per voi e che vi ama con amore materno. Perciò perseverate. Grazie, cari figli, anche oggi per aver risposto alla mia chiamata".

Poi la Madonna ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto ciò che avete portato perché fosse benedetto. Poi io ho raccomandato tutti voi, tutti i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie ed in modo particolare ho raccomandato tutti voi malati presenti. Poi è seguita una mia conversazione con la Madonna e della Madonna con me, che resta solo tra noi. Dopo questa conversazione, la Madonna ha continuato a pregare ed ha pregato in particolare per la pace: per la pace nei nostri cuori e per la pace nelle famiglie. Poi se n'è andata in preghiera nel segno della luce e della croce col saluto: 
"Andate in pace, cari figli miei". 
                                          

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SANT'AGOSTINO - LA TRINITA'

Dirigendo la mia attenzione verso questa regola di fede, per quanto ho potuto, per quanto tu mi hai concesso di potere, ti ho cercato e ho desiderato di vedere con l’intelligenza ciò che ho creduto, e ho molto disputato e molto faticato. Signore mio Dio, mia unica speranza, esaudiscimi e fa’ sì che non cessi di cercarti per stanchezza, ma cerchi sempre il tuo volto con ardore. Dammi tu la forza di cercare, tu che hai fatto sì di essere trovato e mi hai dato la speranza di trovarti con una conoscenza sempre più perfetta. Davanti a te sta la mia forza e la mia debolezza: conserva quella, guarisci questa. Davanti a te sta la mia scienza e la mia ignoranza; dove mi hai aperto ricevimi quando entro; dove mi hai chiuso, aprimi quando busso. Fa’ che mi ricordi di te, che comprenda te, che ami te. Aumenta in me questi doni, fino a quando tu mi abbia riformato interamente. So che sta scritto: Quando si parla molto, non manca il peccato (Pr 10,19), ma potessi parlare soltanto per predicare la tua parola e dire le tue lodi! Non soltanto eviterei allora il peccato, ma acquisterei meriti preziosi, pur parlando molto. Perché quell’uomo di cui tu fosti la felicità non avrebbe comandato di peccare al suo vero figlio nella fede, quando gli scrisse: Predica la parola, insisti a tempo e fuori tempo (2Tm 4,2). Non si dovrà dire che ha molto parlato colui che non taceva la tua parola, Signore, non solo a tempo, ma anche fuori tempo? Ma non c’erano molte parole, perché c’era solo il necessario.

Liberami, o mio Dio, dalla verbosità di cui soffro nell’interno della mia anima misera alla tua presenza e che si rifugia nella tua misericordia. Infatti non tace il pensiero, anche quando tace la mia bocca. Se almeno non pensassi se non ciò che ti è grato, certamente non ti pregherei di liberarmi dalla verbosità. Ma molti sono i miei pensieri, tali quali tu sai che sono i pensieri degli uomini, cioè vani. Concedimi di non consentirvi e, anche quando vi trovo qualche diletto, di condannarli almeno e di non abbandonarmi ad essi come in una specie di sonno. Né essi prendano su di me tanta forza da influire in qualche modo sulla mia attività, ma almeno siano al sicuro dal loro riflusso i miei giudizi, sia al sicuro la mia coscienza, con la tua protezione.

Parlando di te, un sapiente nel suo libro, che si chiama Ecclesiastico, ha detto: Molto potremmo dire senza giungere alla meta, la somma di tutte le parole è: lui è tutto (Sir 43,29). Quando dunque arriveremo alla tua presenza, cesseranno queste «molte parole che diciamo senza giungere a te»; tu resterai, solo, tutto in tutti (1Cor 15,28), e senza fine diremo una sola parola, lodandoti in un solo slancio e divenuti anche noi una sola cosa con te. Signore, unico Dio, Dio-Trinità, sappiano essere riconoscenti anche i tuoi per tutto ciò che è tuo di quanto ho scritto in questi libri. Se in essi c’è del mio, siimi indulgente tu e lo siano i tuoi. Amen."

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La preghiera per coloro che non hanno ancora conosciuto l'amore di Dio ( testimonianza di Miriana veggente di medjugorie)

                                       TESTIMONIANZA DI MIRJANA

La preghiera per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio: asciughiamo le lacrime che la Gospa ha sul suo volto per loro

 Siano lodati Gesù e Maria!


Io vi saluto di tutto cuore. Per me è un grande onore stare qui oggi davanti a voi ed è un mio grande desiderio di potervi dire, di trovare le parole giuste per dirvi quanto la nostra Madre vi ama. Saluto in particolare voi giovani perché questi sono i vostri giorni. Io vorrei dirvi come possiamo trovare il nostro Gesù Cristo, come la Madre ci insegna che apriamo il nostro cuore e mettiamo Lui al primo posto.


Io ogni secondo giorno del mese ho con la Gospa la preghiera per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio. Lei ci chiede, in particolare da voi giovani, perché voi siete il futuro di questo mondo, che mettiamo al primo posto la preghiera per loro, perché Lei dice che la maggioranza delle cose cattive che avvengono nel mondo, come le guerre, le separazioni, la droga, gli aborti, Lei dice che vengono da quelli che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio. Perciò chiede che noi, che ci chiamiamo figli di Dio, mettiamo al primo posto le preghiere per loro. Perché Lei dice che noi, con la nostra preghiera e il nostro esempio, possiamo aiutarli, possiamo aiutarli a conoscere l’amore di Dio. La Gospa non ci chiede di forzarli o criticarli, Lei chiede che li amiamo, che preghiamo per loro e diamo il nostro esempio, perché solo questa è la via per aiutarli. Io vi pregherei con tutto il cuore che mettiate al primo posto nelle vostre preghiere quelle per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio, perché pregando per loro, noi preghiamo per noi e per il nostro futuro, per il futuro dei nostri figli e asciughiamo le lacrime che la Gospa ha sul suo volto per loro. La Gospa mi ha scelto e mi ha dato la missione della preghiera per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio.


Il messaggio più importante della Gospa: la Santa Messa


Ma il messaggio più importante della Gospa che Lei ripete spesso, è la Santa Messa. La Santa Messa, ma non solo alla Domenica. Quando noi eravamo bambini, all’inizio delle apparizioni, la Gospa ci ha detto: “Figli miei, se dovete scegliere tra vedere me e la Santa Messa scegliete sempre la Santa Messa, perché durante la Santa Messa mio Figlio è con voi!”.


In tutti questi anni di apparizioni, la Gospa non ha mai detto:“Pregate e io vi darò”, Lei dice sempre: “Pregate perché possa pregare mio Figlio per voi”. Sempre è Gesù al primo posto. Molti pellegrini quando vengono a Medjugorje pensano che noi veggenti siamo privilegiati, che Dio ascolta di più le nostre preghiere, ma questo modo di pensare è sbagliato perché per la Gospa, come madre, non esistono figli privilegiati, per Lei siamo tutti semplicemente suoi figli, che Lei sceglie per diverse missioni: noi sei per dare attraverso di noi i messaggi, voi perché, come apostoli della Gospa, portate questi messaggi con voi. Questo lo ha detto anche nel messaggio che ha dato il 2 Gennaio 2006. Lei ha detto: “Cari figli, io vi ho chiamati. Aprite i vostri cuori, lasciate che entri, perché possa fare di voi i miei apostoli”. Significa che tutti abbiamo la stessa importanza davanti alla nostra Madre.


Preghiera ed amore per i sacerdoti


Se possiamo parlare di privilegiati, guardando i messaggi della Gospa, io penserei che sono i Sacerdoti, perché lei non ha mai detto ciò che loro devono fare, Lei mi dice sempre ciò che noi dobbiamo fare per loro. Lei dice: “Figli miei, loro non hanno bisogno dei vostri giudizi e delle vostre critiche, loro hanno bisogno delle vostre preghiere e del vostro amore. Se perdete il rispetto verso i Sacerdoti, lo perderete anche verso la Chiesa e, alla fine, verso il Buon Dio. Dio li giudicherà come sono stati come Sacerdoti, ma giudicherà anche noi, come è stata la nostra relazione verso i Sacerdoti. E per questo io vi prego sempre: quando tornate nelle vostre parrocchie, mostrate che siete stati nella scuola della Gospa, mostrate come deve essere la nostra relazione verso i Sacerdoti, mostrate loro rispetto e amore perché sono i nostri pastori, cosa faremmo senza di loro?


La preghiera in famiglia


La Gospa ci chiede di far ritornare la preghiera del Rosario in famiglia, Lei dice che nulla può unire la famiglia come la preghiera comunitaria. Dice che i genitori hanno una grande responsabilità davanti ai loro figli, perché essi sono coloro che devono mettere le radici della fede nei loro figli, ma possono farlo solo con la preghiera comunitaria e con l’andare insieme alla Santa Messa. I figli devono vedere che per i genitori Dio è al primo posto e dopo viene tutto il resto.


Il digiuno


La Gospa ci chiede di digiunare, per Lei il digiuno è a pane e acqua e Lei chiede il Mercoledì e il Venerdì. Lei non chiede il digiuno a coloro che sono malati, ma che sono davvero malati. Lei dice che essi attraverso la preghiera, capiranno cos’altro possono fare al posto del digiuno a pane e acqua, la preghiera li guiderà in questo.


La Confessione e la Bibbia


Chiede che ci confessiamo almeno una volta al mese, dice che non c’è uomo sulla terra che non ha bisogno della confessione mensile.


Chiede la Bibbia nelle famiglie.


Quando la Gospa mi da un messaggio, Lei non me lo spiega, Lei me lo da allo stesso modo in cui io ve lo trasmetto. E quando la Gospa mi dice: “Fate tornare la Bibbia in famiglia”, secondo come io ho capito, ci chiede di aprirla ogni giorno, di leggere due o tre frasi,non è importante quanto, ma che la Bibbia sia presente nella nostra casa e che non sia solo come un souvenir che noi non tocchiamo mai.


La benedizione


Io guardo voi qui, in particolare giovani, e il mio cuore è pieno e riempito di amore e gioia, specialmente quando ricordo come ieri la Gospa ci ha guardato con amore, come ci ha benedetto con amore nel tempo dell’apparizione e come ha sottolineato di nuovo che Lei da solo una Benedizione materna, ma che la più grande benedizione che possiamo ricevere sulla terra è quella del Sacerdote.


Medjugorje


E così guardando voi qui il mio cuore è pieno e penso che sicuramente Lei è molto felice quando vede in particolare voi giovani come la lodate qui. Vedo le bandiere croate, italiane, austriache, slovene, tutto questo è bellissimo meraviglioso, ma io penso che tutti ci siamo riuniti qui sotto un’unica bandiera, la bandiera della Madre. Perché tutti noi siamo venuti a Lei qui dalla nostra Madre con tutti i nostri dolori, tristezze, desideri o semplicemente con i ringraziamenti. Io vi dirò cosa è per me Medjugorje con un esempio che ho vissuto io stessa: un giorno sono andata sul Križevac, sul monte e voi che siete andati sul Križevac sapete come è difficile salire. Davanti a me c'era un piccolo gruppo italiano e sei giovani portavano su una barella un giovane handicappato e per loro non è stato facile portare un malato su questo nostro monte pietroso. Io andavo dietro di loro e ho visto con quanta gioia lo facevano. Dopo qualche minuto è arrivato un gruppo americano e, senza tante parole – hanno detto solo „cambio!“ – e loro hanno preso questo giovane italiano e hanno iniziato a portarlo loro. Dopo un po' di tempo sono arrivati i Tedeschi e anche loro, senza tante parole, hanno preso questo giovane e lo hanno portato. Per sintetizzare, questo giovane è giunto sotto la croce sul monte Križevac portato dalle mani di tutto il mondo! Questo è ciò che la Madre desidera da noi: che le nostre mani siano mani unite.. scusate (Mirjana si commuove, n.d.t). Scusate perché io piango sempre, tutto mi tocca. Soprattutto da ieri sono ancora toccata da Lei,dalla sua apparizione e dal suo amore verso tutti voi. Questo è tutto ciò che volevo condividere con voi e pregarvi solo che in questi giorni preghiamo per coloro che soffrono, per coloro che soffrono sotto le bombe e per coloro che soffrono perché sono soli, malati, perché portano croci. Preghiamo che ci sentano in loro, che sentano la Madre e il caro Gesù. Grazie molte!

IL 3.8.2006 AL FESTIVAL DEI GIOVANI DI MEDJUGORJ

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IL DONO DELLA PREGHIERA

Mi chiedi: perché pregare? Ti rispondo: per vivere.
Sì: per vivere veramente, bisogna pregare. Perché? Perché vivere è amare: una vita senza amore non è vita. È solitudine vuota, è prigione e tristezza. Vive veramente solo chi ama: e ama solo chi si sente amato, raggiunto e trasformato dall’amore.
Come la pianta che non fa sbocciare il suo frutto se non è raggiunta dai raggi del sole, così il cuore umano non si schiude alla vita vera e piena se non è toccato dall’amore. Ora, l’amore nasce dall’incontro e vive dell’incontro con l’amore di Dio, il più grande e vero di tutti gli amori possibili, anzi l’amore al di là di ogni nostra definizione e di ogni nostra possibilità. Pregando, ci si lascia amare da Dio e si nasce all’amore, sempre di nuovo. Perciò, chi prega vive, nel tempo e per l’eternità.

E chi non prega? Chi non prega è a rischio di morire dentro, perché gli mancherà prima o poi l’aria per respirare, il calore per vivere, la luce per vedere, il nutrimento per crescere e la gioia per dare un senso alla vita.

Mi dici: ma io non so pregare! Mi chiedi: come pregare? Ti rispondo: comincia a dare un po’ del tuo tempo a Dio. All’inizio, l’importante non sarà che questo tempo sia tanto, ma che Tu glielo dia fedelmente. Fissa tu stesso un tempo da dare ogni giorno al Signore, e daglielo fedelmente, ogni giorno, quando senti di farlo e quando non lo senti. Cerca un luogo tranquillo, dove se possibile ci sia qualche segno che richiami la presenza di Dio (una croce, un’icona, la Bibbia, il Tabernacolo con la Presenza eucaristica…). Raccogliti in silenzio: invoca lo Spirito Santo, perché sia Lui a gridare in te "Abbà, Padre!". Porta a Dio il tuo cuore, anche se è in tumulto: non aver paura di dirGli tutto, non solo le tue difficoltà e il tuo dolore, il tuo peccato e la tua incredulità, ma anche la tua ribellione e la tua protesta, se le senti dentro.
Tutto questo, mettilo nelle mani di Dio: ricorda che Dio è Padre – Madre nell’amore, che tutto accoglie, tutto perdona, tutto illumina, tutto salva. Ascolta il Suo Silenzio: non pretendere di avere subito le risposte. Persevera. Come il profeta Elia, cammina nel deserto verso il monte di Dio: e quando ti sarai avvicinato a Lui, non cercarlo nel vento, nel terremoto o nel fuoco, in segni di forza o di grandezza, ma nella voce del silenzio sottile (cf. 1 Re 19,12). Non pretendere di afferrare Dio, ma lascia che Lui passi nella tua vita e nel tuo cuore, ti tocchi l’anima, e si faccia contemplare da te anche solo di spalle.

Ascolta la voce del Suo Silenzio. Ascolta la Sua Parola di vita: apri la Bibbia, meditala con amore, lascia che la parola di Gesù parli al cuore del tuo cuore; leggi i Salmi, dove troverai espresso tutto ciò che vorresti dire a Dio; ascolta gli apostoli e i profeti; innamorati delle storie dei Patriarchi e del popolo eletto e della chiesa nascente, dove incontrerai l’esperienza della vita vissuta nell’orizzonte dell’alleanza con Dio. E quando avrai ascoltato la Parola di Dio, cammina ancora a lungo nei sentieri del silenzio, lasciando che sia lo Spirito a unirti a Cristo, Parola eterna del Padre. Lascia che sia Dio Padre a plasmarti con tutte e due le Sue mani, il Verbo e lo Spirito Santo.
All’inizio, potrà sembrarti che il tempo per tutto questo sia troppo lungo, che non passi mai: persevera con umiltà, dando a Dio tutto il tempo che riesci a darGli, mai meno, però, di quanto hai stabilito di poterGli dare ogni giorno. Vedrai che di appuntamento in appuntamento la tua fedeltà sarà premiata, e ti accorgerai che piano piano il gusto della preghiera crescerà in te, e quello che all’inizio ti sembrava irraggiungibile, diventerà sempre più facile e bello. Capirai allora che ciò che conta non è avere risposte, ma mettersi a disposizione di Dio: e vedrai che quanto porterai nella preghiera sarà poco a poco trasfigurato.
Così, quando verrai a pregare col cuore in tumulto, se persevererai, ti accorgerai che dopo aver a lungo pregato non avrai trovato risposte alle tue domande, ma le stesse domande si saranno sciolte come neve al sole e nel tuo cuore entrerà una grande pace: la pace di essere nelle mani di Dio e di lasciarti condurre docilmente da Lui, dove Lui ha preparato per te. Allora, il tuo cuore fatto nuovo potrà cantare il cantico nuovo, e il "Magnificat" di Maria uscirà spontaneamente dalla tue labbra e sarà cantato dall’eloquenza silenziosa delle tue opere.
Sappi, tuttavia, che non mancheranno in tutto questo le difficoltà: a volte, non riuscirai a far tacere il chiasso che è intorno a te e in te; a volte sentirai la fatica o perfino il disgusto di metterti a pregare; a volte, la tua sensibilità scalpiterà, e qualunque atto ti sembrerà preferibile allo stare in preghiera davanti a Dio, a tempo "perso". Sentirai, infine, le tentazioni del Maligno, che cercherà in tutti i modi di separarti dal Signore, allontanandoti dalla preghiera. Non temere: le stesse prove che tu vivi le hanno vissute i santi prima di te, e spesso molto più pesanti delle tue. Tu continua solo ad avere fede.

 Persevera, resisti e ricorda che l’unica cosa che possiamo veramente dare a Dio è la prova della nostra fedeltà. Con la perseveranza salverai la tua preghiera, e la tua vita.
Verrà l’ora della "notte oscura", in cui tutto ti sembrerà arido e perfino assurdo nelle cose di Dio: non temere. È quella l’ora in cui a lottare con te è Dio stesso: rimuovi da te ogni peccato, con la confessione umile e sincera delle tue colpe e il perdono sacramentale; dona a Dio ancor più del tuo tempo; e lascia che la notte dei sensi e dello spirito diventi per te l’ora della partecipazione alla passione del Signore. A quel punto, sarà Gesù stesso a portare la tua croce e a condurti con sé verso la gioia di Pasqua. Non ti stupirai, allora, di considerare perfino amabile quella notte, perché la vedrai trasformata per te in notte d’amore, inondata dalla gioia della presenza dell’Amato, ripiena del profumo di Cristo, luminosa della luce di Pasqua.

Non avere paura, dunque, delle prove e delle difficoltà nella preghiera: ricorda solo che Dio è fedele e non ti darà mai una prova senza darti la via d’uscita e non ti esporrà mai a una tentazione senza darti la forza per sopportarla e vincerla. Lasciati amare da Dio: come una goccia d’acqua che evapora sotto i raggi del sole e sale in alto e ritorna alla terra come pioggia feconda o rugiada consolatrice, così lascia che tutto il tuo essere sia lavorato da Dio, plasmato dall’amore dei Tre, assorbito in Loro e restituito alla storia come dono fecondo. Lascia che la preghiera faccia crescere in te la libertà da ogni paura, il coraggio e l’audacia dell’amore, la fedeltà alle persone che Dio ti ha affidato e alle situazioni in cui ti ha messo, senza cercare evasioni o consolazioni a buon mercato. Impara, pregando, a vivere la pazienza di attendere i tempi di Dio, che non sono i nostri tempi, ed a seguire le vie di Dio, che tanto spesso non sono le nostre vie.

Un dono particolare che la fedeltà nella preghiera ti darà è l’amore agli altri e il senso della chiesa: più preghi, più sentirai misericordia per tutti, più vorrai aiutare chi soffre, più avrai fame e sete di giustizia per tutti, specie per i più poveri e deboli, più accetterai di farti carico del peccato altrui per completare in te ciò che manca alla passione di Cristo a vantaggio del Suo corpo, la chiesa. Pregando, sentirai come è bello essere nella barca di Pietro, solidale con tutti, docile alla guida dei pastori, sostenuto dalla preghiera di tutti, pronto a servire gli altri con gratuità, senza nulla chiedere in cambio. Pregando sentirai crescere in te la passione per l’unità del corpo di Cristo e di tutta la famiglia umana. La preghiera è la scuola dell’amore, perché è in essa che puoi riconoscerti infinitamente amato e nascere sempre di nuovo alla generosità che prende l’iniziativa del perdono e del dono senza calcolo, al di là di ogni misura di stanchezza.

Pregando, s’impara a pregare, e si gustano i frutti dello Spirito che fanno vera e bella la vita: "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Gal 5,22). Pregando, si diventa amore, e la vita acquista il senso e la bellezza per cui è stata voluta da Dio. Pregando, si avverte sempre più l’urgenza di portare il Vangelo a tutti, fino agli estremi confini della terra. Pregando, si scoprono gli infiniti doni dell’Amato e si impara sempre di più a rendere grazie a Lui in ogni cosa. Pregando, si vive. Pregando, si ama. Pregando, si loda. E la lode è la gioia e la pace più grande del nostro cuore inquieto, nel tempo e per l’eternità.
Se dovessi, allora, augurarti il dono più bello, se volessi chiederlo per te a Dio, non esiterei a domandarGli il dono della preghiera. Glielo chiedo: e tu non esitare a chiederlo a Dio per me. E per te. La pace del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con te. E tu in loro: perché pregando entrerai nel cuore di Dio, nascosto con Cristo in Lui, avvolto dal Loro amore eterno, fedele e sempre nuovo. Ormai lo sai: chi prega con Gesù e in Lui, chi prega Gesù o il Padre di Gesù o invoca il Suo Spirito, non prega un Dio generico e lontano, ma prega in Dio, nello Spirito, per il Figlio il Padre. E dal Padre, per mezzo di Gesù, nel soffio divino dello Spirito, riceverà ogni dono perfetto, a lui adatto e per lui da sempre preparato e desiderato. Il dono che ci aspetta. Che ti aspetta.

Mons. BRUNO FORTE
Vescovo di Chieti

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NON CREDETE AD OGNI SPIRITO


NON CREDETE AD OGNI SPIRITO
Manifestazioni soprannaturali e criteri per discernerle
 
I casi di manifestazioni soprannaturali, almeno presunte, si fanno sempre più frequenti nella misura in cui l’uomo, pago delle sue conquiste e del suo benessere, abbandona il rapporto di vita con Dio per costruire la sua casa sulla sabbia... Ma questa molteplicità di manifestazioni, tutte rivolte a svegliarci dal sonno per farci ritornare alla Parola eterna, possono aprire la strada anche a una certa confusione perchè non tutte sono autentiche.
Lo Spirito Santo dona alla Chiesa il discernimento per riconoscere quali di questi spiriti vengono dal cielo e quindi possono essere stimolo efficace per condurre a Dio, quali invece possono sviare.
Riassumiamo qui ciò che dice il “Dossier scientifico su Medjugorje” da pag. 25 a pag. 32. “Questo problema è stato trattato fin dall’inizio del cristianesimo. S. Giovanni diceva nella 1° lettera: Diletti, non credete ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio, perchè molti falsi profeti sono usciti fuori dal mondo-. I Santi poi, da S. Antonio del deserto a S. Bernardo, a S. Ignazio di Lojola, hanno precisato una metodologia per riconoscere i veri spiriti, che giustamente si può definire universale.
Infine il Magistero della Chiesa ha dato indicazioni precise per l’applicazione di questo discernimento da Benedetto XIV alle norme della S. Congregazione della Dottrina della Fede del 1978.
Mantenendo fisso il criterio dato da Gesù stesso: “Dai loro frutti li riconoscerete” e partendo dall’autenticità dei fatti, dalla sincerità, condotta, equilibrio dei protagonisti, dagli effetti di grazia perduranti che ne seguono, il Papa Benedetto XIV fissa alcuni criteri per riconoscere le vere apparizioni:
I veri veggenti si comportano così:
1 -Il veggente ha desiderato avere delle visioni? Ha cercato di provocarle? (questo prima dell’inizio dei fenomeni)
2 -Ha ricevuto dal suo direttore spirituale il consiglio di comunicare con delle persone colte e pie? O ha parlato con tutti senza discernimento?
3 -Ha praticato l’obbedienza verso i suoi maestri spirituali? Ha fatto progresso nell’amore di Dio e nell’umiltà?
4 -Gode normalmente di pace e di serenità di coscienza? Ha il desiderio di perfezione?
5 -Sceglie le persone credulone o quelle che lo contraddicono? Ama le persone che lo adulano?
6 -Le sue guide spirituali hanno da rimproverare un vizio palese? In particolare la vanagloria?
7 -Ha ricevuto da Dio la promessa che le sue richieste ragionevoli e legittime saranno esaudite? Ha ottenuto grandi grazie dopo averle chieste con fiducia e certezza?
8 -Quelli che lo avvicinano, supponendo che la loro perversità non sia un ostacolo all’azione della grazia, sono incoraggiati ad amare Dio e la virtù?
9 -Queste visioni hanno luogo dopo preghiere ferventi o dopo la Santa Comunione? Hanno fatto desiderare di soffrire per la gloria di Dio?
10-Il veggente fa penitenza nel suo corpo? E’ felice spiritualmente delle prove? Nella contraddizione e nell’amore di Dio?
Ama stare in disparte? Sfugge la società mondana? Si sta spogliando dei vincoli naturali?
12-I Teologi non hanno trovato niente in queste visioni che fosse contrario alle regole della Fede? O che fosse reprensibile sotto un altro aspetto?”.
Il carisma deve essere protetto e guidato. Umiltà e obbedienza segni di autenticità
Coloro che hanno doni straordinari devono curare molto a loro vita spirituale sotto una guida per mantenere la loro interiorità che, sola, permette le comunicazioni dello Spirito. Sono molto esposti al pericolo di essere influenzati da chi li circonda o strumentalizzati per altri scopi e di inorgoglirsi, fino a finire travolti. Satana poi li prende di mira con accanimento, creando attorno a loro diffidenza, derisione, isolamento, perchè, scoraggiati e abbattuti, si lascino prendere dalle lusinghe del mondo e non siano più segno. Non solo, ma avranno opposizione da parte dei ministri di Dio queste creature prescelte dal Padre per illuminare le tenebre sempre più fitte di questo mondo: difatti niente infuria di più satana dello spirito profetico, che mette a nudo la sua opera malefica e rende continuamente viva la parola di verità.
Perciò una fede che può bastare a una vita normale non è sufficiente per queste anime privilegiate perchè sono più esposte. Il carisma non tutela, anzi chiede di essere tutelato; non è sufficiente alla perseveranza, è transitorio e, se non sì stabilisce una vita spirituale solida, cade. Il carisma l’ha avuto anche l’asina di Balaam, ma è rimasta asina! Il carisma va molto protetto. Siamo a conoscenza purtroppo di veggenti autentici, specialmente giovani, già decaduti. La Madonna e molto discreta e non si sovrappone alla chiesa e alla guida spirituale. Dà le indicazioni necessarie, ma non va oltre.
C’è un segno per discernere tra buono e cattivo. Queste anime hanno un padre spirituale e vi stanno sottomesse docilmente, con fede? Tutto o.k.! Per quelli invece che non l’hanno, o peggio non lo vogliono avere e pretendono di essere guidati dalla Madonna o da Gesù stessi, c’è ben poco da sperare.
Umiltà e obbedienza proteggono e fanno fruttificare i carismi, altrimenti se ne impossessa il diavolo. Dove il carisma è accolto, protetto e guidato, diventa benedizione per tutta la comunità, per la chiesa intera, e il diavolo freme.

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LO SPIRITO SANTO: LA FORZA DI CUI ABBIAMO BISOGNO

"Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire,si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.Venne all’improvviso dal cielo un rombo come di vento che si abbatte gagliardo e riempì tutta la casa,dove si trovavano.
Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro ed essi furono pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi (AT 2,1-4)."


E’ nello stile di Dio preparare gli uomini a ricevere i suoi interventi con segni e profezie che destano l’attenzione e impediscono che passino inosservate. Tutto l’antico testamento era in questo senso una preparazione alla venuta di Cristo.
Anche qui abbiamo dei segni premonitori. C’è un segno per l’udito: "si udì un rombo come di vento gagliardo". Non un rumore qualsiasi... e si sa che il vento nella Bibbia è simbolo dello Spirito Santo.

C’è poi un altro segno per la vista, "videro lingue come di fuoco", e il fuoco è associato allo Spirito Santo.
Il Battista aveva promesso un Battesimo di Spirito Santo e fuoco ed ecco finalmente la realtà invisibile, che è lo scopo di tutti.

"Tutti furono pieni di Spirito Santo" (l’evento più grande della storia del mondo insieme con l’incarnazione e la resurrezione di Cristo) viene descritto nel modo più semplice. E’ lo stile di Dio operare cose grandiose con il minimo di mezzi e di parole.

La comunità cristiana viene presentata negli Atti degli Apostoli una comunità di persone convertite. E’ la comunità di coloro che al sentire proclamare da Pietro l’annuncio di Gesù Signore dal pentimento e dalla conversione,e si spalanca una porta di grande gioia perché pochi brani della Bibbia traspirano GIOIA,PACE e SPERANZA, novità di VITA come queste poche righe che ci descrivono la prima comunità cristiana. E’ un gruppo di persone che sono tirate via dal mondo e messe insieme con una solidarietà nuova, che si chiama AMORE. La condivisione fraterna, il mettere insieme e il gioire insieme li tiene insieme una realtà fortissima, la più forte del mondo che si chiama SPIRITO SANTO che agisce attraverso l’insegnamento degli apostoli, perché quando gli apostoli parlano è lo Spirito Santo che fa eco nella loro parola e nel cuore di chi ascolta,uniti nell’unione fraterna e cioè nella carità e nella frazione del pane e nella preghiera.
Questa unione si manifesta anche all’esterno perché condividevano anche i beni.

Ricevuta la Pentecoste gli apostoli ESCONO IN STRADA a proclamare con forza che Gesù Crocifisso è risorto.
Questa comunità cristiana è il nuovo popolo sacerdotale: il popolo dell’alleanza,che va allo sbaraglio per il mondo,infatti non vanno per il mondo a sentire lusinghe,vanno per essere giudicati e criticati,ma in mezzo a queste difficoltà portano la fiamma che si è accesa a Pentecoste, Gesù Cristo Signore e con questa fiaccola hanno INCENDIATO IL MONDO.
Non tutti vanno per le strade a predicare, MARIA non fa udire la sua voce nelle piazze perché rimane nel Cenacolo in preghiera e senza le preghiere di Maria e delle donne del Cenacolo non sappiamo se la voce di Pietro avrebbe avuto quel timbro irresistibile che fece crollare il cuore di 3.000 persone. Così l’esperienza della Chiesa ci dimostra che la forza dell’annuncio cristiano nasce dalla profondità della PREGHIERA e della CONTEMPLAZIONE.

SECONDA FASE

LO SPIRITO SANTO è la nuova legge del cristiano, la legge interiore scritta non più su tavole di pietra ma nel nostro cuore. Egli è il principio della nuova alleanza.Lo Spirito Santo non è dato solo per portare la salvezza fino ai confini della terra, egli è la salvezza,non è solo un aiuto per la missione, E' LA VITA STESSA. San Paolo dice apertamente (Rm 8,2): "la legge dello Spirito che da la vita in Cristo Gesù ci ha liberati dalla legge del peccato e della morte".

Questa legge nuova agisce attraverso l’amore; non è altro che il comandamento nuovo di Cristo,è un dono,una grazia,una capacità nuova che viene infusa in noi, che ci permette di amare a nostra volta Dio e il prossimo.
La legge nuova è la grazia stessa dello Spirito Santo. Rinati dello Spirito sono coloro a cui è stato tolto il cuore di pietra dello schiavo e dato un cuore di carne di figlio. Lo Spirito Santo fa una specie di operazione chirurgica,opera un vero trapianto di cuore;in genere i trapianti di cuore si fanno in anestesia e le persone non sentono nulla e solo quando l’operazione è finita a distanza di tempo si rendono conto di stare bene.

Per gli apostoli non fu così, i gesti che si mettono a fare da lì a poco non lasciano dubbi. Un cambiamento come quello che vediamo in tutto il loro comportamento,all’improvviso entusiasmo che li porta a sfidare l’ironia della gente fino ad accettare di passare per ubriachi,non si spiega senza una forte emozione interiore. Queste sono cose che solo l’amore fa fare.

I discepoli fecero a Pentecoste un’esperienza nuova e travolgente dell’amore di Dio.Si sentirono battezzati, cioè immersi nell’oceano dell’amore del padre. Lo Spirito Santo è amore,quanto effonde se stesso,effonde l’amore. E la prima cosa che fa quando entra nel cuore è insegnare a gridare ABBA', papà.

E’ a Pentecoste che è stato effuso l’amore di Dio mediante lo Spirito Santo, Venuto quel fragore la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua,e si chiedevano l’uno con l’altro:che significa questo;altri invece li deridevano e dicevano: "si sono ubriacati di mosto".

A lato di questo brano,nella Bibbia troviamo un rinvio a Genesi 11,l’episodio della torre di Babele. Luca ci vuole dire qualcosa che rovescia l’avvenimento di Babele,da quello ebbe origine la divisione e l’incomunicabilità e la discordia.
Invece nella Pentecoste c’è unità, armonia e comunione.
A Babele dicevano "facciamo una torre la cui cima tocchi il cielo, facciamoci un nome per non disperderci sulla terra:" ecco dove sta il peccato. Gli uomini di Babele non erano atei,erano devoti e religiosi, volevano innalzare un tempio a Dio ma non per Dio, ma per fare un nome a loro stessi.

A Pentecoste invece tutti si capiscono perché hanno dimenticato se stessi. Gli apostoli" non vogliono farsi un nome ma vogliono farlo a Dio",non discutono più tra loro su cui sia il più grande,perché sono stati travolti dallo Spirito Santo,tutti li capiscono perché non parlano di se stessi ma delle grandi opere di Dio. E’ avvenuta in loro una rivoluzione e sono incentrati su Dio.
Sant’Agostino dice: ci sono due cantieri nel mondo,in uno si costruisce la città di Satana (Babilonia), nell’altro quello di Dio che è Gerusalemme.Ogni nostra azione, iniziativa o progetto si trova di fronte a un bivio.

Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che operi in noi questa rivoluzione, facendo di Dio il nostro centro e proclamare le sue grandi opere; è così che noi possiamo dire che non viviamo più per noi stessi ma per Cristo che è morto e risorto per noi. E’ un’occasione che il Signore da , per demolire le varie torri di Babele che ci sono intorno a noi e dentro di noi.

"NON SAPETE CHE VOI SIETE IL TEMPIO DI DIO E CHE LO SPIRITO DI DIO ABITA IN VOI?

"MA VOI RICEVERETE POTENZA QUANDO LO SPIRITO SANTO VERRA' SU DI VOI, E MI SARETE TESTIMONI IN GERULASEMME E IN TUTTA LA GIUDEA, IN SAMARIA E FINO ALLE ESTREMITA' DELLA TERRA" (ATTI 1;8)

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Messaggio del 3 giugno 2011 dato ad Ivan (Medjugorie)

Messaggio della Madonna di Medjugorje dato a Ivan il 3 Giugno 2011

Stasera la Madonna è venuta molto gioiosa e felice. All’inizio, come sempre, ci ha salutati col suo materno saluto “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi ha pregato un tempo su tutti noi con le mani distese ed in particolare sui malati presenti. Poi la Madonna ha benedetto tutti noi con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutti gli oggetti sacri che abbiamo portato per la benedizione. Poi ha pregato un tempo più lungo per la pace nel mondo e nelle famiglie. Poi Ivan ha raccomandato tutti noi, i nostri bisogni, le nostre intenzioni, le nostre famiglie ed in particolare i malati. Poi la Madonna ha continuato a pregare su di noi ed in questa preghiera se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”. Ivan ha poi sottolineato nuovamente che la Madonna stasera ha pregato per la maggior parte del tempo per la pace nel mondo e nelle famiglie.    

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Messaggio del 2. 06. 2011

Messaggio del 2 giugno 2011 ( Mirjana )     
 
 
 

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